31 mag 2021

I freni erano bloccati da un mese Funivia, in arrivo nuovi indagati

Il gip smonta la tesi della Procura: pochi indizi sul gestore e direttore, a decidere era il caposervizio

Gabriele Tadini, 63 anni, lascia il carcere di Verbania per andare ai domiciliari
Gabriele Tadini, 63 anni, lascia il carcere di Verbania per andare ai domiciliari
Gabriele Tadini, 63 anni, lascia il carcere di Verbania per andare ai domiciliari

dall’inviato Andrea Gianni STRESA (Verbania) L’installazione dei forchettoni o ’ceppi’, che evitavano l’azionamento del sistema frenante della cabina numero 3 della funivia Stresa-Mottarone, fu ordinata "già all’inizio della stagione, esattamente il 26 aprile", quando sono emerse le anomalie. Emanuele R., uno dei dipendenti ascoltati dagli inquirenti lo scorso 25 maggio, ha riferito che quella cabina "era solita circolare con i ceppi da parecchio tempo, per evitare l’inserimento del freno d’emergenza durante la corsa" e bloccare quindi l’impianto. Lo stesso Gabriele Tadini, il capo del servizio ora ai domiciliari, ha ammesso davanti al gip che tra l’8 maggio e il 23, giorno del disastro che ha provocato 14 morti nella località turistica sul lago Maggiore, ha usato i forchettoni "una decina di volte". Lo avrebbe fatto "anche prima del 7 maggio", perché il problema al sistema frenante andava avanti da fine aprile. Funivia Mottarone, sotto la lente l'operatore che non tolse i forchettoni Una decisione che, secondo la sua versione, era condivisa dagli altri due indagati, il gestore Luigi Nerini e l’ingegnere Enrico Perocchio, direttore di esercizio. Una "condotta scellerata" e di una "leggerezza sconcertante" da parte di Tadini, ha evidenziato il gip di Verbania Donatella Banci Buonamici nel provvedimento con cui ha disposto i domiciliari per Tadini e ha rimesso in libertà Nerini e Perocchio. Nei confronti degli ultimi due, che restano indagati a piede libero per l’omissione dolosa di cautele aggravata dal disastro, l’omicidio colposo dei 14 passeggeri e le lesioni colpose del piccolo Eitan, unico sopravvissuto, ha evidenziato però il "modesto quadro indiziario" e la mancanza di attendibilità delle dichiarazioni di Tadini, che li ha chiamati in causa. Secondo il giudice, che non ha convalidato il fermo e ha respinto la richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata dalla Procura, "sono gli stessi pm a non indicare alcun ...

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