Chiara Ferragni, 33 anni, col marito Federico Lucia, in arte Fedez, 31 anni, che è arrivato secondo al festival di Sanremo
Chiara Ferragni, 33 anni, col marito Federico Lucia, in arte Fedez, 31 anni, che è arrivato secondo al festival di Sanremo

Marco

Buticchi

Juan Domingo Peron era in galera, quando Eva arringò la folla e milioni di descamisados innescarono la rivoluzione che portò il dittatore al potere. Quello, giusto o sbagliato che fosse, era il volere del popolo in quel momento. Nello scenario politico che ha ormai perso di vista il consenso – nomi e liste vengono decisi dalle segreterie dei partiti – sembra che ci siamo disabituati al parere vincolante del popolo sovrano. Non so se la coppia mediatica Ferragnez abbia influenzato o meno il televoto a Sanremo, ma che una moglie sostenga il marito, anche se è un’influencer come la Ferragni, è abbastanza naturale. Al di là delle polemiche che ne sono seguite. E mi pare inutile scandalizzarsi dato che il risultato corrisponde alla volontà dei votanti. Unica obiezione potrebbe nascere sulla sede in cui tale consenso – esterno alla musica di Sanremo – matura.

Ma quanti voti abbiamo dato ‘sulla fiducia’ in tempi in cui la tecnologia apparteneva alla fantascienza? Insomma, votare Fedez perché si è fan della sua consorte o eleggere un volto nuovo della Balena Bianca per un endorsement di Andreotti, pari sono. Se anche il palese volere popolare genera dubbi, ben venga il brodo assolutista in cui ci hanno bollito: governanti non eletti, maggioranze costruite, inciuci a non finire. Sono convinto che, chiedendo al popolo se teleapprova le recenti modalità elettive, ne vedremo delle belle. Lasciateci la libertà di esprimere il teleconsenso al festival. Evviva Sanremo!