Non sono stati i 19 anni di carcere che lo attendevano a ucciderlo, ma le improvvise complicazioni del Covid-19. Phil Spector, creatore della rivoluzione musicale degli anni Sessanta e Settanta, il leggendario produttore rock che ha lavorato coi Beatles in Let It Be, con Tina Turner, a lungo con John Lennon e Yoko Ono, Leonard Cohen, i Ramones e i Righteous Brothers, se n’è andato sabato sera piantonato e con le manette ai polsi in una minuscola stanza di un ospedale californiano. Spector aveva 81 anni e dal 2009 stava scontando una condanna a 19 anni per aver ucciso in casa sua l’attrice Lara Clarkson nel 2003 con un colpo di pistola in bocca. Il ricovero d’urgenza dalla cella del carcere federale di massima sicurezza a un ospedale Covid...

Non sono stati i 19 anni di carcere che lo attendevano a ucciderlo, ma le improvvise complicazioni del Covid-19. Phil Spector, creatore della rivoluzione musicale degli anni Sessanta e Settanta, il leggendario produttore rock che ha lavorato coi Beatles in Let It Be, con Tina Turner, a lungo con John Lennon e Yoko Ono, Leonard Cohen, i Ramones e i Righteous Brothers, se n’è andato sabato sera piantonato e con le manette ai polsi in una minuscola stanza di un ospedale californiano. Spector aveva 81 anni e dal 2009 stava scontando una condanna a 19 anni per aver ucciso in casa sua l’attrice Lara Clarkson nel 2003 con un colpo di pistola in bocca.

Il ricovero d’urgenza dalla cella del carcere federale di massima sicurezza a un ospedale Covid non è servito a molto. Spector ha smesso di respirare, secondo TMZ, poche ore dopo il ricovero, ma sarà l’autopsia a determinare le cause effettive della sua morte.

Nato nel Bronx, figlio di immigrati russi (il nonno si chiamava Spektor), un genio riconosciuto di suoni e spartito, ma soprattutto un vero talento creativo, a soli 15 anni produsse il suo primo successo, To Know Him is to Love Him, le cui parole sono ispirate dalla lapide del padre al cimitero di New York.

Phil Spector era considerato uno dei più eccentrici, e spregiudicati, padroni del rock. È stato lui a inventare il rivoluzionario sistema di produzione Wall of Sound, sviluppato negli anni Sessanta nei Gold Star Studios, che permetteva una perfetta amplificazione della musica e soprattutto delle canzoni ascoltate alla radio o nei jukebox. Lui lo stesso lo definì "approccio wagneriano al rock’n’roll".

I suoi amici artisti e collaboratori lo consideravano molto bravo anche come cantante, al piano e alla chitarra. I Beach Boys lo idolatravano e cercarono di imitarne lo stile nel capolavoro Pet Sounds. L’apparizione al cinema in Easy Rider lo avevo visto rappresentato come un ricco signore che compra cocaina dagli spacciatori motociclisti. E per certi versi questo era stato un carattere inconfessato anche nella sua lunga vita artistica e spericolata durata oltre cinquant’anni, fino all’omicidio di Lara.

Nella sua lussuosa residenza paradiso e prigione di Alhambra, a 15 chilometri da Los Angeles, ha trascorso gran parte degli ultimi anni da uomo libero e consumato ogni tipo di eccesso, dall’alcol alla droga, dai festini orgiastici alle grandi liti con la moglie prima di un terribile divorzio.

La sua personalità era così complessa, contagiosa e intrigante che vennero scelti Al Pacino e Helen Mirren per interpretare la sua figura in un film della Hbo scritto e diretto da David Mamet uscito nel 2013. Era tutto concentrato sul lungo cono d’ombra nel quale il geniale ed esplosivo produttore si era infilato con i suoi eccessi e i giochi sempre più pericolosi con le pistole.

Gli avvocati di Spector sostennero al processo che Lara Clarkson – con la quale Phil aveva una relazione impetuosa e turbolenta – si fosse sparata da sola un colpo in bocca. In diversi interrogatori con la polizia Spector era andato molto vicino a una confessione ma in aula si dichiarò a sorpresa non colpevole. La giuria non trovò l’unanimità per condannarlo nel 2007. Ma quando si rifece il processo nel 2009, per Phil – ormai consumato dall’alcol, dalla droga e dai psicofarmaci, e inseguito da sempre più numerose accuse di violenze sulle donne che frequentava – non ci fu scampo e si aprirono le porte dal carcere. Da cui è uscito solo per l’ultimo ricovero prima di morire, in compagnia solo dagli agenti che lo piantonavano.

Verrà sicuramente ricordato come uno dei grandi maledetti della musica, ma le sue impronte e il suo Dna nella Rock and Roll Hall of Fame (unico a essere ammesso, nel 1989, come non-interprete) non potranno essere cancellati.