Viviana

Ponchia

Uno dei ministri più in vista del governo inglese, il titolare della salute Matt Hancock, viene pizzicato da quei ficcanaso del Sun mentre bacia la consulente Gina Coladangelo, vecchia amica presa a bordo per 15 mila sterline l’anno. Tengono entrambi famiglia, scoppia lo scandalo. Lui ammette di avere violato le linee guida sul distanziamento sociale (un genio) ma esclude le dimissioni. I suoi colleghi minimizzano: la vita privata deve restare tale, siamo nel XXI secolo. Voleranno gli stracci in due case londinesi altolocate e pazienza, alle relazioni extraconiugali ha fatto il callo anche la Regina. E l’esecutivo reggerà, perché dopo la Brexit una pomiciata fa ridere. Chi rischia la reputazione è questo scalmanato XXI secolo, partito con il crollo delle Twin Towers e arrivato in vent’anni a una pandemia globale.

Siamo nel XXI secolo, detto così, significa proprio quello: aspettatevi di tutto, anche l’adulterio inteso come applicazione della democrazia all’amore. E sospendete il giudizio. Nell’ultima notte del ‘900 eravamo tutti convinti che saremmo andati lontano sul terreno della libertà, compresa quella di baciare chi ci pare. Che la realizzazione dei sogni di modernità, fallita nel secolo breve, avrebbe richiesto una nuova interpretazione dei sogni. Ci stiamo lavorando con un certo compiacimento, a volte con dubbio gusto. Il ministro è assolto, se la veda con sua moglie. Noi abbiamo davanti altri 79 anni per fare ben di peggio.