Il sindaco Giuseppe Sala, 63 anni, è corso subito in via Antonini dopo l’allarme
Il sindaco Giuseppe Sala, 63 anni, è corso subito in via Antonini dopo l’allarme
di Massimiliano Mingoia Una telefona che gli segnala l’incendio, una rapida consultazione con il suo staff e il sindaco Giuseppe Sala è corso subito in via Antonini, periferia sud di Milano, dove a metà pomeriggio di ieri è andata in fumo la Torre dei Moro. Il primo cittadino si fa subito raccontare i primi dettagli sugli interventi in corso. Due i suoi messaggi. Primo: "Stiamo trovando le camere d’albergo dove ospitare gli sfollati". Secondo: "Bisogna accertare in fretta le responsabilità per questo rogo". Già,...

di Massimiliano Mingoia

Una telefona che gli segnala l’incendio, una rapida consultazione con il suo staff e il sindaco Giuseppe Sala è corso subito in via Antonini, periferia sud di Milano, dove a metà pomeriggio di ieri è andata in fumo la Torre dei Moro. Il primo cittadino si fa subito raccontare i primi dettagli sugli interventi in corso. Due i suoi messaggi. Primo: "Stiamo trovando le camere d’albergo dove ospitare gli sfollati". Secondo: "Bisogna accertare in fretta le responsabilità per questo rogo".

Già, le cause. "Difficile fare ipotesi – spiega il sindaco durante il primo punto stampa coi cronisti –. Quello che adesso sappiamo è che una trentina di persone sono uscite senza problemi. Nella torre sono residenti 60 famiglie, circa 150 persone. Adesso i vigili del fuoco stanno sfondando una porta dopo l’altra partendo dai piani bassi per vedere se qualcuno è rimasto dentro, ma non sono riusciti ad andare oltre l’ottavo piano. Confidiamo che ci sia stato il tempo per far uscire tutti gli abitanti dal palazzo, anche quelli del 15° piano da cui pare siano nate le fiamme". Alle 22 Sala riparla con i cronisti e spiega: "Sono stati contattati tutti i residenti del palazzo. La buona notizia è che hanno risposto tutti. Il fatto di aver parlato con gli inquilini ci rende più tranquilli. Possiamo escludere che ci siano vittime".

Il sindaco elogia il "grandissimo lavoro dei vigili del fuoco, li ho visti uscire dal palazzo con le mani un po’ ustionate e con i volti arrossati. Lavoro encomiabile". Le domande sulle causa del rogo si fanno pressanti, il numero uno di Palazzo Marino resta cauto: "Non si capisce se l’incendio sia nato per colpa del rivestimento esterno come accaduto nel grattacielo a Londra o è nato da un appartamento. Quel che è certo è che ha interessato tutto il palazzo. I vigili del fuoco sono interventi anche nel piano interrato, in cui ci sono delle auto bruciate". La prima emergenza a cui porre rimedio, per il Comune, è trovare un alloggio per gli sfollati. "Stiamo trovando delle camere d’albergo dove ospitare tutti, questo è il minimo – sottolinea Sala –. Queste persone hanno perso tutto, ci sono alcuni che sono qui fuori in jeans e maglietta e basta. Qui c’è già un magistrato, sarà importante verificare subito le responsabilità. Lo stabile è del 2011 (realizzato in calcestruzzo con lastre prefabbricate di polistirene, che fa parte della riqualificazione della zona Vigentino dove, tra gli altri edifici, è stata costruita anche la Fondazione Prada, ndr), quanto accaduto è molto particolare". Sala, alla fine, ha rinunciato all’intervento alla Festa dell’Unità.