Claudio Bisio, 64 anni, nel film “Ma che bella sorpresa“ in cui interpreta un prof
Claudio Bisio, 64 anni, nel film “Ma che bella sorpresa“ in cui interpreta un prof
L’insostenibile leggerezza del nozionismo. Se sbagliare una data in preda alla tensione dell’esame può succedere a tutti, ci sono errori che rivelano veri e propri buchi neri culturali decretando il fallimento di quella che dovrebbe essere la missione della scuola: fornire agli studenti un quadro complessivo di tutte le materie, una solida base di informazioni imprescindibili sulla quale costruire durante il percorso universitario le proprie competenze. Dal massacro dei pilastri della letteratura italiana a fantasiose ricostruzioni storiche, gli esami di maturità sono sempre fonte di clamorosi strafalcioni. È in quel momento, infatti, che chi ha passato gli anni delle superiori...

L’insostenibile leggerezza del nozionismo. Se sbagliare una data in preda alla tensione dell’esame può succedere a tutti, ci sono errori che rivelano veri e propri buchi neri culturali decretando il fallimento di quella che dovrebbe essere la missione della scuola: fornire agli studenti un quadro complessivo di tutte le materie, una solida base di informazioni imprescindibili sulla quale costruire durante il percorso universitario le proprie competenze.

Dal massacro dei pilastri della letteratura italiana a fantasiose ricostruzioni storiche, gli esami di maturità sono sempre fonte di clamorosi strafalcioni. È in quel momento, infatti, che chi ha passato gli anni delle superiori a studiare a memoria qualche concetto raffazzonato appena sufficiente per riuscire a sfangare un’interrogazione si trova in difficoltà e, al di fuori dello schema della ‘lezione del giorno’, non è in grado di collocare personaggi, fatti e correnti di pensiero all’interno del periodo studiato. E lo ‘studio matto e disperatissimo’ di leopardiana memoria a pochi giorni dalla Maturità non può, a quel punto, far altro che confondere ulteriormente le idee.

Capita così che, con buona pace di Boccaccio, la paternità del Decameron venga data a Dante Alighieri e Se questo è un uomo, da coinvolgente testimonianza dell’orrore vissuto da Primo Levi ad Auschwitz, venga spacciato per una novella di Italo Calvino. E chissà se Umberto Saba avrebbe mai pensato di poter essere scambiato un giorno, grazie a una ‘svista’ di appena 600 anni, per il Sommo Poeta.

E se questo accade proprio nell’anno dedicato a Dante c’è da dire che neanche L’Infinito è riuscito a rimanere impresso nella mente dei ragazzi nonostante le celebrazioni del 2019: in sede d’esame un candidato ha affermato con sicurezza che l’ermo colle fu caro a Gabriele D’Annunzio.

Amenità puntualmente raccolte dal portale Skuola.net che ogni anno stila una sorta di ‘bestiario’ dei maturandi con le testimonianze degli studenti. Se in passato molti errori rimanevano sepolti nei fogli protocollo degli scritti, a dare man forte alla collezione di castronerie è intervenuta quest’anno la temuta ‘terza fase’ del maxi orale, una discussione multidisciplinare a partire da un argomento assegnato dalla commissione.

Non è andata meglio sul fronte della storia dove gli studenti sono entrati in crisi anche sulle date simbolo delle guerre mondiali con l’ingresso dell’Italia che è stato posticipato al 1918. Parlando del Patto d’Acciaio c’è, poi, chi si è spinto a rivelare particolari inediti sostenendo che Mussolini e Hitler fossero cugini.

Viene, invece, da esprimere solidarietà alla candidata che, vittima del sadismo del suo insegnante, ha minuziosamente descritto per 30 minuti un’opera d’arte, scoprendo solo alla fine di averla chiamata con un nome sbagliato per tutto il tempo.

Menzione d’onore, infine, per la studentessa che, interrogata dal prof di Scienze, ha descritto il genere umano come appartenente alla classe degli anfibi.

Scorrendo i resoconti degli anni passati non si può non inserire di diritto nella categoria best of il maturando che ha pronunciato il titolo della poesia X agosto di Pascoli ics agosto e lo studente che interrogato dal professore di matematica rispondendo a una domanda sugli integrali ha parlato di alimentazione.

Particolarmente bistrattato nel corso degli anni il già citato D’Annunzio: per alcuni studenti è caposcuola degli "estetisti". Per altri il "poeta water".