di Riccardo Jannello Ergastolo senza sconti per i due teeenager americani colpevoli di avere ucciso "con un unico disegno criminoso", il vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega, che aveva 35 anni e una moglie. E devono anche risarcire i familiari della vittima e le parti civili. L’aveva chiesto la pm Maria Sabina Calabretta nella requisitoria di marzo e l’ha riconfermato nella replica prima che la Corte di Assise, riunita nell’aula bunker di Rebibbia, si ritirasse in camera di consiglio verso le 10 ieri mattina dalla quale è uscita solo dopo oltre 13 ore con la stessa determinazione della procura: ergastolo, quindi, per Cristian Gabriel Natale Hjorth, di origini italiane,...

di Riccardo Jannello

Ergastolo senza sconti per i due teeenager americani colpevoli di avere ucciso "con un unico disegno criminoso", il vicebrigadiere dei carabinieri Mario

Cerciello Rega, che aveva 35 anni e una moglie. E devono anche risarcire i familiari della vittima e le parti civili. L’aveva chiesto la pm Maria Sabina Calabretta nella requisitoria di marzo e l’ha riconfermato nella replica prima che la Corte di Assise, riunita nell’aula bunker di Rebibbia, si ritirasse in camera di consiglio verso le 10 ieri mattina dalla quale è uscita solo dopo oltre 13 ore con la stessa determinazione della procura: ergastolo, quindi, per Cristian Gabriel Natale Hjorth, di origini italiane, e Finnegan Lee Elder che la notte fra il 25 e il 26 luglio 2019 nell’elegante quartiere di Prati uccisero il militare.

"Sono assassini", ha tuonato la pm guardando in faccia i due giovani che all’epoca dei fatti avevano 18 e 19 anni. Elder ha sferrato le undici pugnalate che hanno dissanguato Cerciello Rega, "ma ogni scelta di quella tragica notte fu fatta insieme dai due amici venuti a Roma per sballarsi". Elder aveva con sé un pugnale dei marines con una lama da diciotto centimetri. Il motto dei marines è "Semper fidelis", il diciannovenne quella sera l’ha tradito, istigato dall’amico. Fu una notte concitata e confusa la cui ricostruzione ha avuto passaggi molto complicati. I due ragazzi volevano sniffare coca e si erano rivolti a un intermediario, Sergio Brugiatelli, che li aveva convinti a seguirlo a Trastevere da un pusher; gli avevano dato 80 euro per avere un grammo di polvere bianca. Ma l’affare saltò per l’arrivo di una pattuglia delle forze dell’ordine. Brugiatelli non volle ridare i soldi ai ragazzi che prima di fuggire gli strapparono lo zainetto ricattandolo se avesse voluto riprenderlo. "Ci aveva preso in giro", ha detto Elder al primo interrogatorio. L’uomo derubato si è rivolto ai carabinieri ed è stato organizzato un incontro per la restituzione dello zainetto in cambio degli 80 euro e della coca: una vera e propria estorsione. In via Federico Cesi, nei pressi dell’hotel Meridien dove i due ragazzi alloggiavano, però non si presentò Brugiatelli ma due carabinieri della stazione Farnese. Con Cerciello Rega c’era il collega Andrea Varriale, entrambi in borghese.

Quando Cerciello Rega bloccò Elder, il giovane estrasse il coltello e cominciò a colpire al fianco il militare. Undici coltellate e un dissanguamento mortale. Varriale nel frattempo era impegnato in una colluttazione con Hjorth e quando ha potuto soccorrere il collega egli era ormai in fin di vita. Pochi minuti dopo

Cerciello Rega spirava in ospedale. "Sono riuscita solo a dargli un ultimo bacio sulla fronte e a chiudergli gli occhi", racconterà poi la moglie che in aula non ha mai abbassato lo sguardo davanti agli assassini del marito. I ragazzi, confessando, hanno invocato la legittima difesa, ma il coltello da guerra in tasca a Elder non ha deposto a favore. Hanno anche sostenuto che i due non si erano presentati come "sbirri", mentre è stato poi appurato, anche tramite un’intercettazione in carcere, che Cerciello Rega e Varriale seppur fugacemente avevano mostrato i distintivi, ma avevano urlato "siamo carabinieri". Anche Varriale in un primo tempo aveva mentito sul possesso della pistola, particolare poi chiarito, mentre più scalpore fece la foto scattata in caserma di Hjorth incappucciato prima dell’interrogatorio: il militare della messinscena finì sotto indagine.