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24 mag 2022

Ha un infarto in volo sul set del film Pilota salva il cameraman e muore

Malore su un vecchio aereo ad Asiago durante le riprese de "L’isola che non c’è" prodotto da Marco Paolini

24 mag 2022
riccardo jannello
Cronaca
Il biplano degli anni ‘30,. Tiger Moth, alla cui cloche si trovava il pilota Renato Fornaciati (73 anni) quando è stato colto da infarto
Il biplano degli anni ‘30,. Tiger Moth, alla cui cloche si trovava il pilota Renato Fornaciati (73 anni) quando è stato colto da infarto
Il biplano degli anni ‘30,. Tiger Moth, alla cui cloche si trovava il pilota Renato Fornaciati (73 anni) quando è stato colto da infarto
Il biplano degli anni ‘30,. Tiger Moth, alla cui cloche si trovava il pilota Renato Fornaciati (73 anni) quando è stato colto da infarto
Il biplano degli anni ‘30,. Tiger Moth, alla cui cloche si trovava il pilota Renato Fornaciati (73 anni) quando è stato colto da infarto
Il biplano degli anni ‘30,. Tiger Moth, alla cui cloche si trovava il pilota Renato Fornaciati (73 anni) quando è stato colto da infarto

di Riccardo Jannello

ASIAGO (Vicenza)

L’eroe avrà un riconoscimento alla memoria perché il suo ultimo, disperato gesto non sarà mai dimenticato. L’eroe dell’aria si chiamava Renato Fornaciari, aveva 73 anni, era nativo di Parma ma da tempo viveva a Rovereto, in provincia di Trento. Era un pilota ed è morto ai comandi di un piccolo, vetusto e glorioso aereo, un biplano degli anni ‘30, il Tiger Moth, nomignolo con il quale è indicato il DH82, un velivolo entrato in servizio per la formazione dei piloti della Royal Air Force inglese nel 1932 e poi diffuso in molte altre forze aeree nazionali. L’esemplare che Fornaciari pilotava trasportava assieme a lui un cameraman impegnato nelle riprese dall’alto per un film che si sta girando sull’Altopiano di Asiago, L’isola che non c’è. La vera storia di Peter Pan, opera prima dei registi Gianfilippo Pedote e Giuliano Carli, prodotta dalla Jolefilm, la società dell’attore, regista e scrittore Marco Paolini, veneto di Belluno, da sempre impegnato in spettacoli teatrali, televisivi e cinematografici di alto valore sociale e storico, ad esempio quello sulla tragedia del Vajont.

In questo caso si racconta la storia di un soldato ungherese che si chiamava proprio Peter Pan e che è deceduto nel 1918 nelle trincee della prima guerra mondiale sul Monte Grappa ed è sepolto nel sacrario della Cima. Dopo che il cameraman suo passeggero aveva effettuato alcune riprese – poi interrotte perché le nuvole si stavano addensando nella valle e quindi sarebbe stato programmato un secondo volo più tardi –, Formaciari stava rientrando col biplano costruito dalla De Havilland all’aeroporto Romeo Sartori di Asiago. Mentre effettuava la manovra di avvicinamento per l’atterraggio è stato colto da malore. Nonostante l’infarto, con le ultime forze a disposizione il pilota-eroe è riuscito a indirizzare l’aereo verso lo scalo e a posare il Tiger Moth docilmente sull’erba a lato della pista. Quindi si è accasciato sui comandi. Il cameraman a bordo con lui è rimasto praticamente illeso, ma è stato preso in cura dai sanitari per l’enorme spavento provato. Il personale dell’aeroporto e i vigili del fuoco hanno estratto Fornaciari dalla cabina e gli hanno prestato i primi soccorsi di rianimazione con un defibrillatore; ma all’arrivo delle ambulanze i sanitari non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo, capace in fin di vita di salvare aereo e compagno di volo con un gesto davvero eroico. Il Tiger Moth secondo il programma di lavoro era stato affittato per compiere delle evoluzioni nella zona di Marcesina, nel comune di Enego, e oltre a effettuare riprese, essere a sua volta ripreso da altre troupe che si trovavano al suolo. Fornaciari era il pilota scelto per interpretare un eroe di guerra. Lo è stato in pace.

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