27 apr 2022

Ha segregato la figlia per 3 anni Arrestata la mamma-padrona

La ragazza, 21 anni, reclusa in una stanza e incatenata mani e piedi. Indagato anche il padre

AVELLINO

Orrore alle porte di Avellino dove i carabinieri hanno arrestato una 47enne, madre di famiglia, che, secondo le accuse, avrebbe segregato in casa per treanni la figlia ventunenne.

Una brutta storia di maltrattamenti in famiglia quella che arriva da Aiello del Sabato, piccolo centro nella provincia di Avellino.

Qui i carabinieri, su richiesta del gip del Tribunale di Avellino, hanno fatto scattare le manette ai polsi della 47enne, gravemente indiziata dei reati di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate e sequestro di persona, commessi ai danni della figlia di 21 anni.

I militari dell’Arma, su richiesta della sorella della 21enne, lo scorso 23 aprile sono intervenuti nell’abitazione dove la ragazza vive insieme ai genitori e qui hanno scoperto le violenza che la ragazza era ripetutamente costretta a subire: i carabinieri l’hanno infatti trovata legata al letto con delle catene. In altri momenti, come appreso dalle indagini, la giovane veniva invece legata alla ringhiera delle scale interne dell’abitazione, oppure veniva picchiata.

Ai militari dell’Arma che, lo scorso 23 aprile, l’hanno salvata, la 21enne ha raccontato di essere spesso sottoposta a trattamenti del genere: per giorni interi veniva tenuta legata e segregata nella sua camera, al buio, in condizioni igieniche precarie e mangiando una sola volta al giorno.

Al vaglio degli inquirenti anche la posizione del padre, un uomo di 46 anni, che non si sarebbe opposto ai comportamenti violenti della moglie pur essendo a conoscenza di quanto accadeva in casa.

Per questo l’uomo risulta indagato, in concorso, per gli stessi reati di cui è accusata la moglie.

Dopo l’intervento dei carabinieri, la 21enne e la sorella che ha chiesto aiuto, entrambe maggiorenni, sono state trasferite in una località protetta, mentre gli altri sei figli della coppia, di cui quattro minorenni, sono stati affidati a una casa-famiglia.

La ragazza segregata era in discrete condizioni di salute. Alcuni anni fa, dopo essere fuggita da casa era ritrovata di notte in un bosco. La donna era stata presa in carico dai servizi sociali il lavoro di affiancamento psicologico aveva prodotto risultati positivi. Ma in casa le condizioni erano nuovamente peggiorate e la madre, appunto, aveva cominciato a picchiarla oltre che a segregarla.

red. int.

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