Sui monopattini doveva essere la svolta. Invece niente casco obbligatorio per i maggiorenni, niente targa e niente assicurazione per i mezzi privati.

"Ha vinto l’interesse rispetto alla sicurezza. Ha vinto la lobby dello sharing, molto forte. Questa non è una stretta".

Christian Filippi, segretario sezione autoscuole di Confarca (nella foto), ci aveva creduto. Fino alla doccia gelata del voto, lunedì sera tardi, nelle Commissioni alla Camera.

Segretario Filippi, Assosharing sui monopattini ha esultato. Invece le vostre richieste sono state rispedite al mittente.

"Non solo sui monopattini. Avevamo anche chiesto più esaminatori per la Motorizzazione. Bocciati anche su quello. Mentre oggi i ragazzi hanno davanti sei mesi di attesa solo per affrontare l’esame di guida. E ne va del posto di lavoro".

Intanto i sindaci hanno già cominciato a multare i maggiorenni che viaggiano senza casco in monopattino.

"Infatti avremo regole diverse, alla fine, a seconda della città. Quindi la norma nazionale rischia di non servire a niente".

Gli oppositori dicevano: in Europa nessuno prevede questo obbligo.

"Però in Francia sono più severi di noi sui parcheggi. Per la legge devi continuare a pagare, se non riponi correttamente il mezzo".

Fine corsa mai. Da noi alla fine ha vinto la linea morbida, dai monopattini al telefonino alla guida.

"Dico una cosa brutta: forse serve qualche vittima in più per capire davvero".

ri. ba.