Roma, 7 giugno 2021 - E' morto Guglielmo Epifani, storico sindacalista e politico italiano. Aveva 71 anni. Epifani è stato dal 2002 al 2010 segretario generale della Cgil e dall'11 maggio 2013 al 15 dicembre 2013 segretario del Partito Democratico, da cui nel 2017 è uscito a causa dei disaccordi interni per la linea del suo successore, Matteo Renzi. Attualmente era deputato di Liberi e Uguali.

Da sempre molto attivo sui temi del lavoro, è stato fino all'ultimo a fianco dei lavoratori in crisi: non più tardi del 27 maggio scorso, come testimonia la foto qui sotto, ha partecipato a una manifestazione della Whirpool di Napoli.

Guglielmo Epifani a maggio 2021 a una manifestazione dei lavoratori Whirlpool (UmagoE)

Giorno di lutto per il Pd: domani, nella sede nazionale del Nazareno, saranno sospese tutte le iniziative e saranno esposte le bandiere a mezz'asta La direzione invita tutti i circoli e le sedi territoriali a fare altrettanto.

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La riunione interrotta

Appena appresa la notizia, il segretario Pd, Enrico Letta è uscito davanti al Nazareno insieme ai leader di Cgil, Maurizio Landini Cisl, Sbarra e Uil, Bombardieri: "È una notizia drammatica, che ci è arrivata durante l'incontro. È una giornata tristissima - ha dichiarato il leader dem - Abbiamo interrotto la riunione per rispetto della memoria di Guglielmo Epifani. Esprimo profondo cordoglio di tutti i democratici e democratiche alla moglie. Ricordo il ruolo fondamentale che ha avuto come leader Pd, in un momento difficile". Il vertice tra i sindacati confederali e il Partito democratico era sulla proroga del blocco dei licenziamenti. Per Landini la morte di Guglielmo Epifani "è una pessima notizia, per la Cgil è una mancanza molto grave. Guglielmo ha dato la sua vita alla Cgil e al sindacato".

Sergio Cofferati ricorda così il suo ex vice: "Guglielmo è stato un amico prima ancora di essere un sindacalista con il quale ho diviso molti anni di lavoro. Era una persona dolce e nel contempo assai determinato nell'affrontare anche le situazioni più difficili. Ha dato un contributo rilevante alla sinistra riformista sia nel sindacato che nella sua esperienza politica, costruendo consenso e condivisioni alle scelte economiche e sociali più impegnative di questi decenni. Ci mancherà molto".

Il ricordo di colleghi e avversari

Unanime il cordoglio del mondo politico e istituzionale. "L'improvvisa scomparsa di Guglielmo Epifani mi addolora profondamente - schive in una nota il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella -. Il suo impegno ha recato un contributo alla storia del movimento sindacale italiano e della Cgil in particolare, dove ha avuto modo di esprimere la propria visione riformista e le proprie qualità di dirigente impegnato, sempre attento agli interessi dei lavoratori. In Parlamento ha recato la sua grande esperienza e un bagaglio di cultura che mai indulgeva al settarismo. Esprimo i miei sentimenti di vicinanza e solidarietà alla famiglia e a quanti hanno condiviso con lui l'attività di questi decenni". 

Un messaggio è giunto anche dal presidente del Consiglio Mario Draghi. "La vita di Guglielmo Epifani è stata un esempio di partecipazione democratica e impegno sociale, sempre al servizio dei lavoratori e dei più deboli. La sua gentilezza, integrità e passione civile resteranno a lungo nei ricordi di tutti. Alla moglie Maria Giuseppina vanno le più sentite condoglianze mie e del governo". Il presidente della Camera Roberto Fico dichiara: "Guglielmo Epifani era un signore. Un uomo di cultura e di grande spessore, che ha dedicato la propria vita alla tutela dei diritti dei più deboli, prima da sindacalista poi da politico. Mancherà a tutti noi. Un sincero abbraccio ai suoi cari".

Tra i primi ricordi, quello di Stefano Fassina, che twitta: "L'improvvisa scomparsa di Epifani è un immenso dolore. Mi stringo alla moglie, agli amici, a tutta la sua Cgil. Guglielmo ha difeso per tutta la vita lavoratrici e lavoratori, prima nel Sindacato poi in Parlamento. La sua lezione morale e politica rimarrà sempre con noi". Il ministro della Cultura, Dario Franceschini, lo saluta così: "Ciao Guglielmo, uomo forte, gentile, colto, paziente e intransigente. Un dolore per tutti noi, e siamo tanti, che ti abbiamo voluto un grande bene". Commosso il ricordo di Piero Fassino: "La morte di Guglielmo Epifani mi addolora profondamente. Scompare un appassionato uomo di sinistra, fiero di esserlo e sempre dalla parte dei più deboli e dei senza diritti". Per il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, Epifani era "Gentile, rigoroso, colto, appassionato, sempre disponibile a battersi per una società più giusta. Addio a Guglielmo #Epifani. Il sindacato, la politica, il Paese perdono un protagonista". E Roberto Speranza, unico ministro Leu del governo Draghi: "Una vita intera a difesa del lavoro come diritto fondamentale di ogni individuo. La tua lezione sarà sempre viva in chi crede nelle Democrazia e nella Costituzione. Ciao Gugliemo, grazie di tutto". Per Nicola Zingaretti "la scomparsa di Guglielmo Epifani provoca innanzitutto dolore. Un grande leader protagonista del sindacato e della sinistra. Una persona perbene che, senza urlare, ma con la passione e l'impegno, sapeva creare lo spazio per le sue idee".

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Fausto Bertinotti lo ricorda così: "Vorrei rendere pubblico il dolore per una perdita che riguarda in primo luogo il mondo del lavoro e la politica delle sinistre, ma soprattutto le lavoratrici e i lavoratori. Il lutto è per la gente per la quale Epifani ha militato. La Cgil è una comunità, è stata una comunità molto forte che ha legato dirigenti e militanti in una relazione davvero originale che era fondata proprio sul voler rappresentare e organizzare il mondo del lavoro. E questo è il legame che resta per tutta la vita. Per Epifani vale la formula dell'abate 'semel abbas, semper abbas'. Il lutto e dolore è per un compagno con cui abbiamo militato e nei confronti del quale i dissensi che ci sono stati nel percorso non hanno mai fatto venire meno questa solidarietà e vicinanza. Oggi perdiamo una presenza che per questa ragione impoverisce la vita pubblica italiana".

A pioggia arrivano i ricordi di molti protagonisti della politica, di ogni schieramento. Matteo Renzi: "Con la morte di Guglielmo Epifani il sindacato e la politica italiana perdono un signore. Un signore che si dimostrava tale anche e soprattutto quando capitava di non essere d'accordo con lui. Un pensiero commosso alla moglie e a tutte le persone che gli hanno voluto bene". Giorgia Meloni:  è una morte che "mi colpisce e mi addolora.  Se ne va una persona stimabile e perbene". Matteo Salvini: "Apprendo con tristezza della improvvisa scomparsa di Guglielmo Epifani, storico leader del sindacato e della sinistra. Invio il mio sincero cordoglio ai suoi cari e alla sua famiglia politica". E il ministro ai Rapporti col Parlamento Federico D'Incà: "Sono profondamente commosso dall'improvvisa scomparsa di Guglielmo Epifani. Politico colto, rigoroso, gentile. Per tutta la vita dalla parte dei diritti dei lavoratori con passione e senza mai risparmiarsi. Mancherà tantissimo alla politica italiana la sua voce". E Maurizio Lupi, di Noi con l'Italia: "Siamo sconvolti per la morte di Guglielmo Epifani e ci uniamo al dolore della famiglia e dei suoi cari. Tra noi c'era distanza politica, ma non umana e ci univa la comune dedizione alla politica come servizio e come strumento per la difesa della dignità delle persone e costruzione del bene comune. Oggi il Parlamento perde uno dei suoi uomini migliori". L'azzurra Anna Maria Bernini: "Il Parlamento e l'Italia perdono con lui un leader politico e sindacale - fu il primo socialista a guidare la Cgil- che ha lasciato un segno riformista importante nella storia degli ultimi decenni, dedicando la sua grande esperienza a migliorare il mondo del lavoro. Esprimo alla famiglia le più sentite condoglianze a nome di tutto il gruppo di Forza Italia al Senato".

Una vita per il sindacato

Nato a Roma nel 1950 da genitori di origine campana, socialista, Guglielmo Epifani era entrato nella Cgil subito dopo la laurea, ottenuta all'Università La Sapienza di Roma con una tesi su Anna Kuliscioff. Iscritto prima al Partito socialista italiano e, dopo la fine del Psi, al Pds, è stato eletto nel 2013 alla Camera dei Deputati come capolista del Pd, partito di cui è diventato segretario tra maggio e dicembre di quell'anno, in quella che lui stesso ha definito "una fase di transizione tra la segreteria di Bersani e quella di Renzi". E' stato il primo socialista a guidare la Cgil dai tempi della sua ricostituzione nel 1944. 
Alla Cgil è arrivato molto giovane: prima ha diretto la Casa editrice della Confederazione, l'Esi, poi è approdato all'Ufficio sindacale, dove ha coordinato le politiche contrattuali delle categorie, e quindi all'Ufficio Industria della Confederazione. Nel 1979 ha iniziato la carriera di dirigente sindacale con l'incarico di segretario generale aggiunto della categoria dei lavoratori poligrafici e cartai. Nel 1990 è entrato nella segreteria confederale e nel 1993 è stato nominato segretario generale aggiunto da Bruno Trentin. Vice di Sergio Cofferati dal 1994 al 2002, è poi diventato Segretario generale, fino al 2010, quando è subentrata Susanna Camusso
Da maggio 2013 ha ricoperto l'incarico di Presidenza della X Commissione permanete della Camera dei Deputati - "Attività produttive, commercio e turismo" . Nei mesi alla guida del Pd, ha scritto lui stesso sul sito internet, "abbiamo affrontato molte elezioni amministrative vincendole tutte, preparata l'adesione al Partito Socialista Europeo, riportato in alto i sondaggi e favorito un clima di rispetto reciproco dentro il partito. Dopo l'involuzione del Partito Democratico con le sue politiche in tema di lavoro, scuola, riforma elettorale e Costituzionale, ho deciso con tanti altri di lasciare il Pd e di dare vita ad Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista e poi alla lista Liberi e Uguali con Pietro Grasso". 

Alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 è candidato nella lista Liberi e Uguali e viene rieletto alla Camera dei Deputati nella circoscrizione Sicilia 2, entrando a far parte della XVIII legislatura.