Autostrada
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Genova, 21 agosto 2019 - Sul sito internet del MIT - Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - sono state pubblicate le analisi costi benefici e l'analisi giuridica relative alla Gronda di Ponente e interconnessione A7-A10-A12. Le valutazioni hanno interessato anche alcune soluzioni alternative finalizzate al potenziamento del nodo stradale di Genova.

LA POSIZIONE DEL MINISTERO - L'attuale progetto, ha ricordato il Ministero, prevede un costo complessivo di 4,7 miliardi per 120 mesi di realizzazione. I costi già sostenuti da parte di Aspi per quest'opera e funzionali alla sua realizzazione, si legge nell'analisi, ammontano a circa 1,030 miliardi di euro tra: costi già sostenuti o impegnati con fornitori esterni (progetto, etc.) o terze parti (espropri); costi relativi al prefinanziamento dei fabbisogni di cassa a partire dalla crisi del 2008; costi di copertura finanziaria per assicurarsi la certezza e la stabilità del finanziamento (interest rate swap); costo dovuto alla sovracapitalizzazione. Nella relazione si evidenzia come ai costi già sostenuti "andrebbero aggiunte le eventuali pretese risarcitorie di terzi, o in via di rivalsa dalla stessa Aspi, che, a fronte del recesso, potrebbe verosimilmente chiamarsi fuori da ogni pretesa nei suoi confronti da parte di terzi che dovessero reclamare pregiudizi a loro occorsi dalla cessazione dell'esecuzione dell'opera, allo stato non quantificabili".

Sono stati valutati due scenari in cui si è confrontato il progetto della Gronda con altre alternative progettuali. In un primo scenario emergono "benefici attesi crescenti proporzionalmente agli investimenti richiesti. Fa eccezione l'opzione della Gronda autostradale la cui redditività è significativamente inferiore a quella delle altre alternative, dato che investe in opere molto costose ma relativamente meno capaci di generare benefici rispetto a quelle concepite come potenziamento della rete urbana". Simile anche l'altro scenario.  

PREDILIGERE ALTRE OPZIONI - "La risultanza delle valutazioni condotte suggerisce di cogliere l'opportunità di perseguire opzioni infrastrutturali più efficienti in termini trasportistici, ambientali e finanziari, che il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti auspica possano, a partire dallo studio effettuato, essere approfondite e individuate attraverso un confronto con i livelli istituzionali territoriali", suggerisce il Mit. 

IRA DI TOTI - "Il colpo di coda di Toninelli! Anche se il Governo non esiste più, il Ministero delle Infrastrutture a guida grillina boccia la Gronda di Genova, un progetto già fatto e che gli italiani stanno già pagando. Anzi, molte persone e molte aziende sono già state espropriate perché il cantiere sarebbe già dovuto partire mesi fa". Lo scrive su Facebook il governatore della Liguria, Giovanni Toti. "L'arroganza non ha limiti: per compiacere i grillini liguri, che in campagna elettorale si sono schierati contro l'opera, il Governo boccia un'infrastruttura strategica per tutti i porti e il nord-ovest del Paese. E questo nonostante tutte le associazioni di impresa, i sindacati, le categorie, i professionisti, chiunque viva e lavori in Liguria sia favorevole alla sua realizzazione. Il confronto istituzionale c'è già stato! Così come il dibattito pubblico, voluto dal Pd, tra i cittadini coinvolti nel progetto. Ed ecco che dopo aver aspettato anni per colpa della sinistra, ora siamo ancora bloccati per colpa dei 5 Stelle. E adesso che si mettono pure insieme a Roma... che disastro sarà? Aspetto il Pd che venga a dire, pur di andare al Governo, che ha ragione Toninelli!", aggiunge.