Green pass a scuola (Ansa)
Green pass a scuola (Ansa)

Roma, 10 settembre 2021 - Il ritorno a scuola è sempre caotico, e in epoca Covid lo è ancora di più: mancano i professori, nonostante le parole rassicuranti del ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi di qualche giorno fa, rimane il dubbio sull'obbligatorietà della mascherina in classe e da ieri, quando il nuovo decreto (qui il testo in Pdf) ha introdotto l'obbligo di green pass per tutti coloro che entrano a scuola, c'è un ingrediente di discussione in più. 

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Sul tema è intervenuto il presidente dell'Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, che a Omnibus su La7 ha riconosciuto come l'estensione della certificazione verde a tutti coloro che entrano negli istituti scolastici, compresi i genitori dei ragazzi, sia "una misura ragionevole", ma ha anche sottolienato come essa "porrà enormi problemi alle scuole per i controlli". "Si creeranno code all'esterno o all'interno delle scuole con il rischio di creare assembramenti", ha fatto presente Giannelli per il quale non si può fare "un paragone con i ristoranti o con le stazioni perché in questi casi non entrano tutti allo stesso minuto come avviene invece nelle scuole", dove, soprattutto in entrata, è difficile organizzare ingressi scaglionati. 

La replica del ministro Bianchi

Critiche a cui il ministro Bianchi ha subito replicato: "L'assembramento non c'è, i genitori hanno sempre portato i figli alle porte della scuola. Il genitore che deve entrare a scuola per parlare con un insegnante, lo farà nella tutela di tutti. È quello che stiamo facendo e che abbiamo sempre fatto". E ha poi mandato una frecciatina direttamente all'Anp: "La sigla sindacale dei presidi segnala ancora una volta problemi che ci segnalano da aprile". 

Bianchi ha inoltre ribadito: "Non ci sarà il controllo del green pass per gli studenti, anche se maggiorenni. I ragazzi, tra i quali - ha ricordato - il tasso di vaccinazione è altissimo, non devono farlo. Noi insistiamo molto sui grandi proprio per permettere ai figli di entrare a scuola senza problemi". "C'è un'unica eccezione - ha sottolineato - per i ragazzi iscritti all'Its, perchè l'Its è come l'università". 

Cosa si fa in caso di contagio

Cosa si fa in caso di un contagio a scuola? "Nel decreto del 6 agosto c'è scritto in maniera molto chiara: si isola in maniera specifica quella situazione. Ma non è più fattibile chiudere tutte le scuole della regione se c'è un problema in una scuola", ha spiegato il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi. 

La piattaforma Green Pass

"La piattaforma Green pass per i docenti è già pronta. È funzionante da inizio settembre, ci siamo tenuti questi giorni, finché i ragazzi non sono a scuola, mentre i docenti già sì, per collaudarla", ha annunciato il ministro Bianchi che ha tranquillizzato sul fronte privacy: "Solo il dirigente scolastico, per la tutela della privacy, potrà vedere sulla piattaforma i nomi che diamo noi con il ministero della Salute con cui abbiamo incrociato i dati. Qui ci sarà scritto se ha il Green pass o un'eventuale esenzione di vaccino. I dati non sono cumulabili e non facciamo archivi".

Il personale scolastico non vaccinato

Secondo il report settimanale sui vaccini, a opera del commissario straordinario all'emergenza sanitaria, sono ancora 103.891 le unità di personale scolastico (il 6,74% del totale) in attesa della prima dose o di dose unica del vaccino. Percentuali in calo rispetto a sette giorni fa quando erano 117.153, il 7,90%. Restano notevoli le differenze a livello regionale: è ancora completamente 'scoperto' il 29,30% del personale scolastico in Calabria, il 21,9% nella Provincia autonoma di Bolzano (dati "in corso di verifica"), il 18,05% nella Provincia autonoma di Trento, il 16,61% in Valle d'Aosta, il 13,55% in Piemonte, l'11,31% in Sicilia. In totale in Italia l'88,44% del personale scolastico ha completato il ciclo vaccinale, mentre al 93,16% è stata somministrata la prima dose o la dose unica.

Strutture, trasporti e classi pollaio 

Il presidente dell'Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, sempre ai microfoni di Omnibus (La7) ha fatto il punto sugli altri problemi che ogni anno riguardano l'inizio della scuola: trasporti, locali e le 'classi pollaio' (le classi troppo numerose).  E il bilancio non tranquillizza: "Le strutture non sono adeguate da sempre, ci sono i problemi delle cosiddette classi pollaio e la situazione sul fronte dei locali - ha sottolineato il presidente dell'Anp - è sostanzialmente identica rispetto a settembre scorso".

Rimane anche l'incognita trasporti, per alleggerire i quali a volte si prevede lo scaglionamento dell'orario di entrata tra le 8 e le 10. Ma Giannelli si dice assolutamente contrario: " Si stravolgono i tempi dei ragazzi che tornerebbero in alcuni casi alle 17 senza un pasto caldo e a quell'età è un problema".