Green pass, beffa dopo la malattia
Green pass, beffa dopo la malattia

Roma, 27 agosto 2021 - L’ultima beffa sul Green pass: chi si ammala – o  diventa comunque positivo – dopo aver fatto la prima dose rischia di rimanere senza 'lasciapassare'. Spiega Guido Marinoni, presidente dell’Ordine medici di Bergamo e componente del comitato centrale Fnomceo: “In questo caso mi viene dato un Green pass che ha una validità di 6 mesi, a partire dalla guarigione. Trascorso questo periodo vado al centro vaccinale e chiedo di completare il ciclo. Ma le linee guida Aifa stabiliscono che chi ha contratto il Covid  non deve fare la seconda dose. Solo  che il Green pass, trascorsi 6 mesi, non si rigenera. Penso che in Italia in questo momento siano in tanti a essere in queste condizioni. Il problema è aperto e riguarda anche tanti sanitari”.

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Il presidente Fnomceo Filippo Anelli ha sollevato il caso chiedendo "linee guida nazionali" perché "la malattia immunizza i soggetti". In Umbria sono in questa condizione oltre un migliaio tra medici, infermieri e personale assistenziale di strutture pubbliche e private. Da qui la richiesta di chiarimenti  al Ministero della Salute.

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Il caso guariti

E restano difficoltà anche per i guariti, coloro che hanno preso il Covid e si sono sottoposti come di prassi a una sola dose di vaccino e così si vedono negare il   lasciapassare. Dal ministero della Salute precisano: “Il problema dell’errore oggi è molto marginale. La maggioranza delle Regioni ha adeguato i sistemi. Era una questione  di iscrizione al database”. In parole semplici, “veniva segnata come prima dose quella che è invece da considerare come seconda, proprio perché prima c’è stata la malattia”. Il caso era esploso due mesi fa quando il ministero aveva inviato "oltre 600mila messaggi, tra mail e sms, alle persone che erano in questa condizione, con il codice per avere la certificazione completa. C’era un problema di organizzazione del sistema informatico". Allora, a inizio luglio, le grane sul Green pass riguardavano anche la vaccinazione eterologa, sdoganata dall’Aifa il 13 giugno. Anche in quel caso, il lasciapassare registrava una dose sola.

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