Roma, 12 ottobre 2021 - Beppe Grillo si schiera in favore dei tamponi pagati dallo Stato ai lavoratori non vaccinati, visto che da venerdì scatterà l'obbligo del green pass per andare in ufficio o in azienda. "Sul Green pass serve pacificazione", scrive sul suo blog. Una proposta che incontra il favore di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, e Matteo Salvini ("Meglio tardi che mai", dice il segretario della Lega). Ma il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, replica con un secco no. "Io ho sempre detto una cosa, mi sembra ragionevole pensare a tutte le forme possibili di calmierazione ma far diventare il tampone gratuito significa dire sostanzialmente che chi si è vaccinato ha sbagliato", dice l'esponente di governo a margine di un evento a Milano.

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Le parole di Grillo

Sul suo blog Grillo prova a vestire i panni del "ragioniere" (confessando di avere "sempre avuto una passione per i numeri") e sostiene la proposta di non forzare sulle vaccinazioni ma di far pagare allo Stato i tamponi per i lavoratori messi di fronte alla strettoia del fatidico 15 ottobre. "I lavoratori senza vaccino - spiega Grillo - potrebbero essere 3-3,5 milioni, su 23 milioni di lavoratori, il 13%-15% circa. Se lo Stato decidesse, come auspicabile, di pagare i tamponi per entrare in azienda, per questi lavoratori, servirebbe circa 1 miliardo di euro fino a dicembre 2021. Questi lavoratori potrebbero essere individuati automaticamente attraverso uno scambio dati tra Sogei che detiene i dati sui green pass, e Inps che detiene i codici fiscali dei lavoratori e le aziende dove lavorano. L'incrocio tra questi due dataset, con autorizzazione del garante, permetterebbe a Inps di segnalare nel cassetto aziendale i lavoratori senza Green pass a cui fare il tampone, e si dovrebbe prevedere nel cassetto aziendale un riconoscimento di un bonus sotto forma di sgravio contributivo, in modo che il costo del tampone sia solo anticipato dall'azienda ma pagato a conguaglio da Inps, come succede in genere per la cassa integrazione ordinaria sui versamenti dei contributi aziendali".

"Questo meccanismo, che - annota ancora il Garante M5s - non invaderebbe la privacy se non nei limiti strettamente necessari, con verifica di impatto, e dati trattati nel rispetto del Gpdr, e comunque senza conseguenze alcuna per i lavoratori, se non ai fini di pagare il costo del tampone, avrebbe il doppio vantaggio: uno, di essere veloce, evitare file e controlli ai tornelli aziendali, durante i quali certamente - osserva ancora Grillo - ai lavoratori vedrebbero in quel caso violati i loro spazi di libertà, e due, di essere gratuito per i lavoratori, e di individuare il costo e coprirlo con un bonus apposito, pagato dallo Stato".

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Anche Meloni e Salvini: "Tamponi gratis"

Sulla stessa linea Giorgia Meloni, contraria sin dall'inizio all'obbligo di green pass. "Quando abbiamo capito che la maggioranza arcobaleno che sostiene Draghi era intenzionata ad introdurre l'obbligo, addirittura per andare a lavorare, abbiamo chiesto subito che la spesa per fare i tamponi non ricadesse né sui lavoratori né sulle aziende - scrive su Facebook la leader di FdI -. Anche altre forze politiche ora la pensano allo stesso modo, pure la Cgil di Landini nei giorni scorsi aveva ripreso la proposta di Fratelli d'Italia". "Non è degno che milioni di lavoratori rischino di perdere il posto di lavoro o debbano vedere sensibilmente diminuito il loro stipendio: nella nostra Costituzione c'è ancora scritto che l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Il Governo deve intervenire immediatamente per evitare caos e discriminazioni, la spesa dei tamponi venga interamente coperta dallo Stato e la durata del Green Pass duri almeno 72 ore", conclude Meloni.

"Ho visto Grillo chiedere l'estensione della validità dei tamponi e di offrirli gratuitamente, meglio tardi che mai", dice dal canto suo il leader della Lega Matteo Salvini, rispondendo alla domanda di una giornalista sulla proposta lanciata dal fondatore del M5S.

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La replica di Orlando

"Far diventare il tampone gratuito significa dire sostanzialmente che chi si è vaccinato ha sbagliato", taglia corto però il ministro del Lavoro, Andrea Orlando.  "Io penso invece che noi dobbiamo dire che chi va a lavorare e chi ancora non è convinto può avere anche un trattamento parzialmente diverso rispetto a chi non deve andare a lavorare - sottolinea Orlando -. Quindi si può anche pensare a ulteriori forme di calmierazione ma l'idea di un tampone completamente gratuito significa in qualche modo smentire l'orientamento che finora è stato seguito, che vede nel green pass uno strumento di tutela del luogo di lavoro e anche di incentivazione alla vaccinazione. Ci siamo vaccinati tutti perché lo ritenevano utile per noi e per gli altri".