Da sx Gelmini, Brunetta, Orlando e Speranza (Imagoe)
Da sx Gelmini, Brunetta, Orlando e Speranza (Imagoe)

Roma, 16 settembre - È il d-day del decreto Green pass. Dopo la cabina di regia in mattinata, il testo è stato approvato all'unanimità dal consiglio dei ministri (iniziato alle 17 con un'ora di ritardo e terminato dopo poco più di un'ora). Draghi dunque ha tirato dritto: quello che è uscito dal Cdm è un decreto unico che estende l'obbligo di Green pass (qui il testo in Pdfai lavoratori pubblici e privati dal 15 ottobre. La misura estende l'obbligo "a chiunque svolge una attività lavorativa nel settore privato". Chiunque quindi anche colf, baby sitter, Partite Iva, lavoratori che offrono i loro servizi occasionalmente, come idraulici ed elettricisti. Lo hanno espressamente confermato fonti di governo. Al momento sono circa 23 milioni i lavoratori interessati dal provvedimento: di questi si stima che 4,1 non siano in possesso del certificato verde. Esclusa la possibilità di licenziamento: lo ha specificato in conferenza stampa il ministro del Lavoro, Andrea Orlando. "Le sanzioni legate al green pass non devono essere agganciate o agganciabili a percorsi che portano al licenziamento".

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Sommario

La prima bozza

Secondo la prima bozza del decreto, il Green pass sarà obbligatorio per l'accesso a tutti i luoghi di lavoro pubblici e privati, anche per i lavoratori esterni all'amministrazione o all'azienda. La bozza è composta di 8 articoli e disciplina "l'obbligo per l'ingresso nei luoghi di lavoro", per tutti i dipendenti e anche per chi acceda a quei luoghi per svolgere la sua "attività lavorativa e formativa".

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Inoltre è prevista l'estensione anche nei tribunali: i magistrati ordinari (ma anche quelli onorari), amministrativi, contabili e militari, gli avvocati e procuratori dello Stato, i componenti delle commissioni tributarie non possono accedere agli uffici giudiziari se non possiedono e, su richiesta, non esibiscono la certificazione verde.  Restano esclusi dall'obbligo invece "avvocati e altri difensori, consulenti, periti e altri ausiliari del magistrato estranei alle amministrazioni della giustizia, testimoni e parti del processo". Chi  accede agli uffici giudiziari senza il Green pass commette illecito disciplinare.

Chi non ce l'ha non potrà comunque essere licenziato. Svolta anche sulla validità del Green pass dopo la prima dose: i guariti non dovranno più attendere 15 giorni, ma il via libera arriverà subito dopo la somministrazione. 

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Tamponi validi per 72 ore?

Il certificato, ricordiamo, testimonia l'avvenuta vaccinazione anti-Covid, la guarigione dalla malattia o un tampone effettuato nelle ultime 48 ore. E proprio su questo ultimo punto le regioni sono in pressing: in accordo, con i ministri Speranza e Gelmini, sarà chiesto al Cts un parere sulla possibilità di portare la durata della validità dei tamponi a 72 ore. Ma il ministro Speranza ha fatto sapere che il governo è d'accordo al prolungamento della validità solo per i test molecolari.

Da quando l'obbligo

L'entrata in vigore è prevista dal 15 ottobre, la misura resterà valida fino al 31 dicembre, data in cui termina lo stato di emergenza. Il testo della bozza arrivato in Cdm conferma le indiscrezioni delle ultime ore. 

Sanzioni Green pass

Lo stop allo stipendio varrà dopo il primo giorno di ingresso al lavoro senza Green pass, sia nel pubblico che nel privato. Lo precisano fonti di governo, rispetto a quanto previsto dalle bozze del decreto giunte sul tavolo del Cdm. La sospensione scatterà immediatmente nel pubblico e dal quinto giorno nel privato.

Per quanto riguarda le multe: se il dipendente - anche nel settore privato -  accede al lavoro eludendo il controllo, la sanzione diventa pecuniaria e disciplinare. Vale anche, ovviamente per chi rifiuta di esibire il certificato: la multa va dai 600 ai 1500 euro. Sarà il prefetto ad irrogarla.

Tamponi: prezzo calmierato

Altra questione su cui il testo del decreto Green pass è chiamato a fare chiarezza è quella dei tamponi, visto che chi non vuole vaccinarsi non ha altre possibilità che fare un test tre volte alla settimana, con una spesa - a oggi - che varia da 250 a 300 euro al mese. La bozza conferma quanto filtrato dopo la cabina di regia: per venire incontro alle richieste di Lega e sindacati, viene stabilito l'obbligo per le farmacie di adeguarsi alla convenzione per un prezzo calmierato dei tamponi: per tutti i fragili che non possono vaccinarsi sarà gratuito, mentre sarà fissato a 8 euro per gli under 18 e a 15 euro per tutti gli altri. Inoltre le farmacie che non applicheranno i prezzi 'calmierati' per i tamponi rischiano di essere sanzionate con 30 giorni di chiusura forzata.

Controlli

Non saranno i medici aziendali a effettuati i controlli del Green pass. "Non tocca a noi controllare i certificati – spiega l’Anma, l’associazione di categoria -, non è un documento sanitario e non rappresenta una ‘misura di sicurezza’ per il datore di lavoro. E non chiedeteci di fornire alle aziende dati sul numero dei dipendenti con il vaccino o con il green pass". Sarà quindi il datore di lavoro l'incaricato di verificare i certificati, con la probabile istituzione di un addetto preposto al controllo. Saranno le singole amministrazioni e le aziende a definire le linee guida per realizzare i controlli sull'uso del Green pass per l'accesso ai luoghi di lavoro.

Smart working

La discussione tra i ministri in conferenza stampa si è animata sul tema dello smart working: cosa fare per evitare che un No vax chieda di essere sempre esentato dal lavoro in presenza? Nel pubblico si tenderà a tornare in ufficio, ha spiegato Brunetta, mentre Orlando ha osservato che nel privato le regole saranno riviste con accordi tra le parti.

Distanziamento e altre misure

L’estensione del Green pass a tutti i lavoratori, pubblici e privati, non comporta la cancellazione del protocollo siglato l’anno scorso dai sindacati, dalle imprese e dal ministero del Lavoro. Dunque, in ufficio e in fabbrica, restano obbligo di mascherina, distanziamento, sanificazione accurata, misura della temperatura corporea e così via, uso dello smart working, ecc.

Green pass, il nodo Camere

Resta in sospeso l'obbligo del Green Pass per gli organi costituzionali, inclusi il Quirinale e la Corte Costituzionale. Potrebbe essere una formalità, con ogni probabilità verrà esteso anche alle cariche elettive di Camera e Senato, sottolineano diverse fonti di governo. Ma, per il principio dell'autodichia, l'obbligo non può applicarsi automaticamente agli organi costituzionali - come il Parlamento - che, secondo quanto prevedrebbe il decreto sul "super Green Pass", saranno chiamati a pronunciarsi. Senza scadenza: se nelle prime bozze veniva fissato il termine del 15 ottobre, questo è sparito nelle ultime versioni del testo. Significa che il Governo non può intervenire direttamente su organi come Camera e Senato, ma dispone che questi si adeguino "ciascuno nell'ambito della propria autonomia". 

Capienze

Entro il 30 settembre il governo investirà il Cts per una valutazione sull'ampliamento delle capienze di stadi, cinema, teatri. "Valuteremo l'andamento della curva epidemiologica poi valuteremo se sarà possibile allargare le maglie. Auspichiamo che ciò sia possibile".