Roma, 22 settembre 2021 - Blocco dello stipendio, ma nessun provvedimento disciplinare per il lavoratore senza Green pass, né sospensioni o rischio di perdere il posto di lavoro. E varrà allo stesso modo per i dipendenti sia pubblici sia privati. Lo prevede il testo finale del nuovo decreto Green pass, bollinato e firmato dal capo dello Stato, Sergio Mattarella. 

Bollettino Covid del 22 settembre

Nel documento viene precisato che il lavoratore pubblico o privato privo di Green pass è considerato "assente ingiustificato fino alla presentazione della predetta certificazione e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2021, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro". Rispetto alle bozze, viene eliminata ogni differenza di trattamento tra dipendenti pubblici e privati e non scatta più la sospensione, ma per tutti dal primo giorno di assenza "non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento".

La firma del presidente della Repubblica Mattarella al decreto Green pass, apposta ieri sera, apre la strada ad una rapida pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale e quindi all'estensione del certificato verde, e avvicina anche alla possibilità che possa essere la premessa per un ritorno alla quasi normalità per il mondo dello sport, dello spettacolo e della cultura. La capienza di stadi, palazzetti, teatri e cinema potrebbe aumentare al 75-80% fra fine settembre e inizio ottobre. Una svolta attesa da mesi è diventata uno scenario concreto con il varo giovedì scorso da parte del governo dell'obbligo di Green pass per circa 23 milioni di lavoratori dal 15 ottobre.

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Il testo finale del decreto in Pdf

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Germania: niente stipendio ai non vaccinati in quarantena

Le autorità sanitarie tedesche stanno preparando un provvedimento in base al quale i lavoratori non vaccinati costretti alla quarantena non riceverebbero alcuna compensazione per il mancato stipendio. Secondo quanto riporta l'agenzia di stampa Reuters le nuove regole entrerebbero in vigore al più tardi l'11 ottobre e riguarderebbero sia le persone risultate positive al tampone ma anche i turisti di ritorno da Paesi ritenuti ad alto rischio  Secondo i critici la misura equivarrebbe di fatto ad un obbligo vaccinale perché molte persone non potrebbero permettersi di rimanere a casa senza stipendio per i giorni necessari. Il ministro della Sanità, Jens Spahn, l'ha invece definita "equa": "Perché altri dovrebbero pagare per chi decide di non vaccinarsi?".