Roma, 21 luglio 2021 - Non c'è ancora l'accordo sulle regole per il green pass italiano, una questione aperta da giorni tra governo e Regioni e che non trova una sintesi anche nella maggioranza. In serata è intervenuta in un'intervista Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le autonomie: "Sono fiduciosa che si trovi un accordo non solo all`interno della maggioranza, ma anche con le Regioni con le quali stiamo dialogando proprio in queste ore. Il green pass serve per conseguire due risultati: da un lato incentivare le vaccinazioni, e dall`altro evitare possibili nuove chiusure. D'altronde la variante Delta è molto contagiosa, e deve essere monitorata".

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Il confronto sul nuovo decreto Covid è ancora aperto anche all'interno del governo ma una decisione dovrebbe arrivare nel prossimo Consiglio dei ministri, una riunione prevista domani anche se non è ancora ufficialmente confermata e già quella che era prevista oggi è stata fatta slittare. Nel provvedimento saranno contenuti il rinnovo dello stato di emergenza, che probabilmente arriverà fino a fine anno,  i nuovi criteri per la decisione sui "colori" delle zone (bianca, gialla, arancione, rossa) da attribuire alle Regioni e quindi le norme per l'uso del green pass sul territorio nazionale.

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Proprio sul certificato verde ci sono le maggiori difficoltà nel trovare un'intesa all'interno della maggioranza, ma anche nel convincere le Regioni, che vorrebbero un'applicazione soft. I presiodenti regionali, che si sono riuniti questa mattina, vorrebbero circoscriverne l'utilizzo ad attività fino ad oggi non consentite o limitate, come grandi eventi sportivi e di spettacolo, discoteche, fiere e congressi. Una posizione ritenuta "equilibrata" dal leader della Lega Matteo Salvini, che dice invece un secco "no" a ipotesi più estensive, ad esempio per bar e ristoranti. "Escludere dalla vita sociale 30 milioni di italiani assolutamente no", ha ribadito oggi.

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Su questo, però, il presidente del Consiglio Mario Draghi appare intenzionato ad andare avanti. Per l'uso del green pass, secondo quanto si apprende da fonti di governo, dovrebbero essere individuate tre categorie di codici Ateco: una per i servizi essenziali (accessibili senza certificazione); una in cui sarebbe necessario un pass "leggero", ovvero con una sola dose; e una in cui verrebbe richiesto il completamento del ciclo vaccinale. Tra le ipotesi di applicazione che sono state fatte, ad esempio, ci sarebbe quella di non prevedere obblighi per le consumazioni al bancone del bar mentre il green pass (almeno inizialmente con una dose) sarebbe necessario per il servizio al tavolo al chiuso, anche nei ristoranti. Il certificato "completo", invece, sarà sicuramente richiesto per grandi eventi come i concerti.

Un tema di discussione aperto, e molto controverso, riguarda invece i trasporti. Da subito il green pass dovrebbe essere reso obbligatorio per aerei, navi e treni a lunga percorrenza. Per i mezzi pubblici locali l'obbligo potrebbe scattare in seguito, da settembre, ma la decisione su questo punto dovrebbe essere rimandata a un secondo momento. Così come, nel decreto, non sarà affrontato il tema dell'eventuale obbligo di vaccinazione per gli insegnanti.

Domani, spiegano le fonti, il provvedimento dovrebbe essere discusso nella cabina di regia presieduta dal premier Mario Draghi, prima del confronto nella Conferenza Stato-Regioni. A seguire dovrebbe esserci quindi il Consiglio dei ministri, ma il programma non è ancora confermato: formalmente la seduta del governo non è ancora stata convocata.





Zona gialla per quattro Regioni

La decisione del governo, in particolare sui nuovi parametri per assegnare i "colori" alle Regioni, inizia a diventare urgente perché già 4 Regioni - Lazio, Veneto, Sardegna e Sicilia -, con le norme attuali, da venerdì dovranno lasciare la zona bianca e finire in zona gialla. Oggi alla Conferenza delle Regioni si è deciso di aspettare le mosse del governo, ma le richieste vengono confermate. Si chiede che i nuovi parametri per il cambio di "colore" non si basino più sul numero dei contagi ma su quello dei ricoveri, e in particolate che prevedano il 30% dei posti letto occupati negli ospedali e il 20% nelle terapie intensive. E poi chiedono che in zona bianca il green pass si applichi solo ai grandi eventi sportivi e di spettacolo, discoteche, fiere e congressi. In sintesi, ricorrere al certificato verde per permettere la ripresa di attività fino ad oggi non consentite.

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