Controlli sulla validità del Green pass
Controlli sulla validità del Green pass
Quella di ieri è stata una giornata di incontri, giornata per limare testi che si sono rimpallati tra palazzo Chigi e i ministeri competenti: Salute, Sviluppo economico, Pubblica amministrazione e Lavoro. La linea del premier Mario Draghi è chiara. Il nuovo decreto Green pass arriverà oggi pomeriggio sul tavolo dei ministri, dopo una cabina di regia che dovrà limare gli ultimi scogli e che è stata fissata per le 10.30. Green pass obbligatorio al lavoro: dopo quanto scatta la sospensione e chi controlla Green pass obbligatorio al lavoro: da quando e i dubbi su multe e tamponi. Oggi il decreto Decreto unico La difficoltà di distinguere il confine tra settore pubblico e privato (ad esempio per le partecipate) e la volontà di fare un provvedimento che dia una spinta decisiva alle vaccinazioni ha fatto optare per un decreto unico per tutti lavoratori. Dunque, l’obbligo di dotarsi della certificazione europea Green pass (che testimonia la vaccinazione anti Covid, la guarigione...

Quella di ieri è stata una giornata di incontri, giornata per limare testi che si sono rimpallati tra palazzo Chigi e i ministeri competenti: Salute, Sviluppo economico, Pubblica amministrazione e Lavoro. La linea del premier Mario Draghi è chiara. Il nuovo decreto Green pass arriverà oggi pomeriggio sul tavolo dei ministri, dopo una cabina di regia che dovrà limare gli ultimi scogli e che è stata fissata per le 10.30.

Green pass obbligatorio al lavoro: dopo quanto scatta la sospensione e chi controlla

Green pass obbligatorio al lavoro: da quando e i dubbi su multe e tamponi. Oggi il decreto

Decreto unico

La difficoltà di distinguere il confine tra settore pubblico e privato (ad esempio per le partecipate) e la volontà di fare un provvedimento che dia una spinta decisiva alle vaccinazioni ha fatto optare per un decreto unico per tutti lavoratori. Dunque, l’obbligo di dotarsi della certificazione europea Green pass (che testimonia la vaccinazione anti Covid, la guarigione dalla malattia o l’effettuazione di un tampone nelle ultime 48 ore) varrà sia per i posti pubblici sia per le aziende private.

Quando entra in vigore

Il decreto, che entrerà in vigore presumibilmente tra il 10 e il 18 ottobre e rimarrà in vigore fino al 31 dicembre 2021, data nella quale termina lo stato di emergenza. Con possibilità di proroga, nel caso di contestuale allungamento dello stato di emergenza

Smart working

Le aziende avranno la possibilità di consentire lo smart working per chi non ha la certificazione verde, che resta però una facoltà ove la struttura produttiva lo consenta, e non un obbligo. L’orientamento per il settore pubblico, a cui sta lavorando il ministro Renato Brunetta, è consentire non oltre il 15% di lavoro da remoto (VIDEO).

Le sanzioni

La violazione dell’obbligo del possesso della certificazione verde comporterà la sospensione dal lavoro e dalla retribuzione, che scatterà a partire dal quinto giorno. Allo stato viene  esclusa la possibilità di licenziamento: il lavoratore che non intende dotarsi del Green pass resterà sospeso e senza stipendio fino a quando non avrà il documento. Relativamente alla possibilità che il lavoratore privo di certificazione Covid possa essere sanzionato, oltre che con la sospensione, anche con una multa, al momento si confrontano due testi. Nel primo, per i trasgressori non sono previste multe: a essere sanzionato sarebbe solo chi non attua il dovere di controllo e verifica (multa amministrativa da 400 a 1.000 euro). Nella seconda ipotesi – data per prevalente – sarebbero invece previste le stesse multe per chi non ha il Green pass e per chi non effettua il controllo: quindi, sempre da 400 a 1.000 euro. La decisione definitiva verrà presa stamani.

I controlli

La violazione dell’obbligo del possesso del Green pass sarà sanzionata dai dirigenti pubblici, in quanto organi addetti al controllo sull’osservanza delle disposizioni per la cui violazione è prevista la sanzione amministrativa. Nel settore privato, invece, il compito di controllare spetterà al datore di lavoro, che potrà delegare a suoi preposti. La verifica ed eventuale sanzione dell’omesso controllo sarà invece un compito delle autorità di polizia e degli ispettori del lavoro.

I tamponi

Questione molto spinosa. Allo stato per chi non vuole vaccinarsi e non è guarito dal Covid l’unica possibilità è fare i tamponi tre volte alla settimana, con una spesa tra i 250 e i 300 euro al mese. I sindacati hanno chiesto che i lavoratori non debbano pagare i tamponi a prezzo pieno, ma che venga fissato un costo calmierato, a livello nazionale. Ma la maggior parte del governo (Lega esclusa) è contraria ai tamponi gratuiti (salvo ovviamente per quei dipendenti che, per comprovati motivi di salute, sono impossibilitati a vaccinarsi). Il motivo è che la gratuità potrebbe minare la spinta a farsi vaccinare, il fine ultimo del provvedimento. Anche questo nodo sarà sciolto stamattina. Non è escluso che, per un periodo transitorio di 30-45 giorni, il prezzo del tampone venga abbassato a 15 euro l’uno (attualmente siamo sui 22-25 euro).

Mascherine e sanificazione

Da quanto filtra, i protocolli per la sicurezza sui posti di lavoro per il momento resteranno invariati. Quindi, restano mascherine, obbligo di sanificazione, e distanziamento. Se ne riparlerà a fine dicembre, a seconda di come andrà la pandemia. È possibile che, per quella data, possa cadere almeno l’obbligo di mascherina.

Quanti senza il pass

Sono circa 18 milioni i lavoratori pubblici e privati interessati dalle norme sul Green pass: 13,9 milioni già ce l’hanno, mentre quelli senza sono 4,1 milioni. Sono dati diffusi dal governo. I lavoratori dipendenti del settore privato col certificato verde sono 11 milioni (80%), 3,7 milioni quelli senza. Dei dipendenti pubblici che già sarebbero obbligati alla vaccinazione, 2,3 milioni hanno il Green pass, 115mila no. Mentre fra i dipendenti pubblici non obbligati, in 600mila hanno il lasciapassare e 300mila no.