Roma, 3 dicembre 2021 - Il 6 dicembre è alle porte. E con esso la stretta sulle certificazioni Covid. Per ora resta l’obbligo di green pass per gli studenti over 12 che utilizzano i mezzi pubblici . La conferma a quanto previsto dal decreto che entra in vigore dal 6 dicembre è arrivata al termine di una riunione tra i vertici di ministero dell’Interno e ministero dei Trasporti. Sempre sul fronte dei Trasporti non è attesa a breve una definizione del progetto di integrare nel biglietto dei mezzi pubblici il green pass. L’intenzione è quella di introdurla, ma solo per i biglietti elettronici o, meglio, attraverso una apposita app. Confermata l’intensificazione dei controlli che saranno a campione. 

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Green pass obbligatorio per gli studenti

Dopo il sindacato, anche i presidenti delle Regioni denunciano le criticità dell’obbligo del Green Pass per l’accesso sui mezzi di trasporto per tutti coloro che hanno oltre 12 anni di età, a partire dal 6 dicembre, come previsto dalla Relazione tecnica del decreto legge sull’obbligo vaccinale pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 282. Mentre a Roma e Milano, gli enti locali si organizzano con "controlli a campione, alle fermate e blitz a bordo”, la Conferenza delle Regioni ritiene che la richiesta del certificato verde sui bus potrebbe determinare difficoltà nel raggiungere gli istituti. "Molti studenti che non hanno il certificato verde – dicono i Governatori –  rischiano di avere difficoltà nel raggiungere gli istituti. È inoltre necessario chiarire, nel caso in cui vengano coinvolte le aziende del Tpl, quali siano le figure che avranno la facoltà concreta di elevare le sanzioni". E molte associazioni sono d’accordo.

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"L’obbligo di Green pass sugli autobus – è la richiesta avanzata dal Coordinamento dei presidenti di Consiglio d’istituto dell’Emilia-Romagna, in una lettera indirizzata al premier Mario Draghi e ai ministri Patrizio Bianchi e Roberto Speranza – non è applicabile agli studenti, che non rientrano tra le categorie per le quali il vaccino è richiesto per legge, e rischia di ledere il diritto allo studio. Di conseguenza, la norma va modificata esentando i ragazzi dal green pass sui mezzi pubblici oppure obbligandoli a indossare una mascherina Ffp2 a bordo".

L’iniziativa fa il paio con l’appello dei giorni scorsi lanciato dai comitati della Rete nazionale Scuola in presenza. In vista dell’entrata in vigore delle nuove norme, a partire da lunedì prossimo, 6 dicembre, il coordinamento ha dovuto "far fronte alle richieste della famiglie in merito alla legittimità o opportunità dell’applicabilità del provvedimento agli studenti di ogni ordine e grado scolastico- riferiscono i presidenti dei Consigli d’istituto - gli studenti dai 12 anni, pur essendo soggetti della campagna vaccinale, non rientrano nella categoria degli obbligati al vaccino. Questo perché i provvedimenti del Governo hanno scelto di garantire il diritto allo studio di ogni singola/o studentessa/e nel territorio nazionale, indipendentemente dalle valutazioni sanitarie delle famiglie".

La norma che estende l’obbligo di Green pass anche sugli autobus, però, "obbligherebbe al possesso della certificazione verde tutti gli studenti che quotidianamente utilizzano i mezzi pubblici per recarsi a scuola". "Gli studenti italiani – concorda  Chiara Iannarelli dei genitori di Articolo 26siano esonerati dall’obbligo di presentazione del Green pass. Si ricerchino soluzioni alternative. Valutiamo l’estensione del Green pass agli studenti per raggiungere la scuola con i mezzi pubblici un elemento di discriminazione nel diritto all’ istruzione, a partire dalle famiglie con più figli e quelle meno abbienti”. 

"Le Regioni hanno ragione - dice Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief - perchè se il certificato verde viene ritenuta necessaria, allora perché per stare fermi nelle classi anche a meno di un metro di distanza diventa improvvisamente inutile? Ci piacerebbe che dal legislatore vi sia un minimo di coerenza. Ci troviamo di fronte ad un obbligo, inizialmente surrettizio, che coinvolgendo anche i ragazzi nell'effettuazione coatta del tampone o del vaccino anti Covid, conferma ancora di più la scarsa legittimità del provvedimento". 

Le aziende di trasporto: applicheremo la legge

Ma dal Governo per ora non viene alcun segnale di voler introdurre delle modifiche e le azienda di trasporto pubblico locale si adegueranno. "L'applicazione delle regala dell'obbligo del green pass per i giovani dai 12 fino ai 17 anni è un tema delicato - osserva la presidente di Tper Bologna, Giuseppina Gualtieri -  ma se la norma nazionale non cambia, noi l'applicheremo con controlli a campione, ma sia chiaro che la titolarità sanzionatoria spetta alle forze dell'odine, che come previsto dal piano del Prefetto di Bologna, opereranno con il nostro personale". 

"Collaboriamo convintamente con la prefettura, le forze dell'ordine e le altre istituzioni locali - osserva da parte sua l'amministratore delegato di Autolinee Toscane, Jean-Luc Laugaa -  perché la nuova normativa sul green pass sia rispettata anche sul trasporto pubblico locale".  "I nostri operatori e collaboratori - prosegue - saranno presenti da lunedì per dare il loro contributo ai controlli, in collaborazione con le forze dell'ordine e in coordinamento con la prefettura. Ci auguriamo che questa iniziativa aiuti a rafforzare l'argine contro il Covid, un impegno che deve coinvolgere tutti, istituzioni ed aziende come la nostra, ma anche i cittadini, con comportamenti corretti sui mezzi, a partire dalla mascherina indossata a bordo".

I controlli

"Dovranno essere ulteriormente intensificati – scrive il capo della Polizia, Lamberto Giannini, nella circolare relativa al decreto legge con le nuove misure anti-covid del 26 novembre scorso, inviata ai questori e agli uffici di polizia – nei giorni festivi e prefestivi nelle aree urbane con maggiore concentrazione di esercizi commerciali e in quelle caratterizzate dalla movida". Ad essi "concorreranno militari della Guardia di Finanza ed aliquote della polizia locale per gli aspetti di specifica competenza, con particolare riguardo agli esercizi pubblici e di ristorazione". La circolare, relativa al decreto legge del 26 novembre scorso con le nuove misure di contenimento del Covid-19, inviata ai prefetti, a firma del capo di gabinetto del Viminale, Bruno Frattasisottolinea "la decisiva importanza dei controlli sul rispetto delle nuove misure". "Il decreto – scrive Frattasi – stabilisce che i prefetti inviino al ministro dell’Interno una relazione settimanale che dia conto degli esiti dell’attività effettuata nell’ambito di rispettiva competenza", per assicurare,"tra centro e territorio, un continuo flusso informativo".

"Si ribadisce l’esigenza che la Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri indirizzino le rispettive attività, con il necessario ausilio degli operatori di Polizia municipale, prioritariamente nel settore del trasporto pubblico locale, con riguardo sia alle linee di superfìcie che a quelle metropolitane, dove presenti". "Sul piano operativo, si raccomanda che le modalità esecutive dei controlli, la cui flessibilità e adattabilità ai vari contesti trova conferma nella previsione che ne consente l’effettuazione anche a campione, non compromettano le esigenze di fluidità del servizio, soprattutto allo scopo di scongiurare, specie nel trasporto pubblico locale di superficie, possibili assembramenti ed eventuali ricadute di ordine pubblico". "Nel settore degli esercizi pubblici e della ristorazione, di sicuro rilievo è da considerare l’attività di controllo della Polizia municipale. Allo scopo di evitare sovrapposizioni con l’attività delle altre forze di polizia, in particolare della Guardia di Finanza, e rendere più efficace ed efficiente l’azione di controllo, si sottolinea l’esigenza che i rispettivi servizi in tale ambito siano oggetto di un’attenta pianificazione’’