Cagliari, 18 dicembre - Arrestato nella notte Graziano Mesina, esponente di spicco del banditismo sardo noto per le sue numerose evasioni (ventidue tentativi, di cui 10 riusciti) e per il ruolo di mediatore avuto nel rapimento del piccolo Farouk Kassam nel 1992. L'ex 'Primula rossa', 79 anni, era latitante dal luglio 2020: è stato catturato nella notte dai Carabinieri del Ros - in collaborazione con quelli del Gis, del Comando provinciale di Nuoro e dello Squadrone eliportato carabinieri cacciatori 'Sardegna'. Deve scontare una condanna a 24 anni di reclusione, che gli era stata notificata dalla Procura generale della Corte d'appello di Cagliari. L'arresto è arrivato dopo una "indagine lunga e complessa". La casa era stata localizzata da alcuni giorni. 

A quanto si apprende, 'Gratzianeddu' all'irruzione dei Ros non ha reagito né opposto resistenza. Non era armato e dormiva vestito. L'arresto sarebbe avvenuto nella zona di Desulo, nel Nuorese, intorno alle tre di notte. I carabinieri si sono avvicinati silenziosamente all'abitazione, poi hanno fatto irruzione.  Ad aiutare il latitante nella sua fuga, stando alle prime informazioni, sarebbe stata una coppia di coniugi che lo avrebbe ospitato. I due erano presenti al momento dell'arresto e sono rimasti in silenzio, la loro posizione è al vaglio degli investigatori. In casa i militari dell'Arma hanno trovato una somma di denaro - intorno ai seimila euro - che è stata sequestrata. Il 'tesoretto' porta gli inquirenti a pensare che Masina fosse "pronto a muoversi". Secondo i Ros "non era pronto a costituirsi". 

Mesina è rimasto quindi a piede libero per 17 mesi, ovvero dal giorno in cui era arrivata la condanna in Cassazione. Era annoverato tra i latitanti di "massima pericolosità". Dei suoi 79 anni, circa 40 li ha trascorsi dietro le sbarre: aveva ottenuto la grazia nel 2004 - con presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi - facendo così rientro nella sua casa di Orgosolo, nel cuore della Barbagia.  Nel 2013 era stato però arrestato di nuovo, per traffico internazionale di droga. 

"Ha alzato gli occhi al cielo"

"Quando lo abbiamo arrestato ha alzato gli occhi al cielo, sembrava che stesse dicendo 'È finita'. Ma è rimasto in silenzio. Non ha detto una sola parola. Non ha avuto alcuna reazione".  Questa la testimonianza all'Adnkronos di uno dei Carabinieri che ha messo le manette a Graziano Mesina. La sensazione è che non si aspettasse l'arrivo dei Carabinieri. 

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