Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, 54 anni, ha ricevuto anche l’endorsement di Confindustria. Ma potrebbe non bastare
Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, 54 anni, ha ricevuto anche l’endorsement di Confindustria. Ma potrebbe non bastare
Governo del presidente, dunque. Ma modello Ciampi o Monti? Con ministri, cioè, riconducibili ai partiti – magari quella della maggioranza Ursula, ovvero i giallorossi più Forza Italia – oppure con un profilo più sfumato? Non è un mistero che a chi è pronto a sostenerlo piaccia molto di più la prima formula, ma nulla vieta che possa optare per una via di mezzo tra i due schemi, per arrivare "all’alto profilo" indicato da Mattarella. L’esito del tentativo di Draghi non è scontato, ci sono tante incognite da risolvere. Cruciale...

Governo del presidente, dunque. Ma modello Ciampi o Monti? Con ministri, cioè, riconducibili ai partiti – magari quella della maggioranza Ursula, ovvero i giallorossi più Forza Italia – oppure con un profilo più sfumato? Non è un mistero che a chi è pronto a sostenerlo piaccia molto di più la prima formula, ma nulla vieta che possa optare per una via di mezzo tra i due schemi, per arrivare "all’alto profilo" indicato da Mattarella. L’esito del tentativo di Draghi non è scontato, ci sono tante incognite da risolvere.

Cruciale in ogni caso la casella dell’Economia, tanto che c’è chi ipotizza possa tenere la delega lo stesso presidente incaricato. Vero è che, negli ultimi giorni, Roberto Gualtieri aveva consolidato la sua posizione con l’endorsement di Confindustria: un profilo politico, però, che potrebbe però non andare bene in una nuova situazione. In un quadro diverso, i nomi che si fanno sono quelli di Lucrezia Reichlin, Fabio Panetta (che, però, dovrebbe lasciare un ruolo importante nella Bce) o Carlo Cottarelli. A essere confermata, a prescindere dal tipo di esecutivo, potrebbe essere Luciana Lamorgese, che attualmente guida il dicastero dell’Interno. Se si puntasse su un esecutivo politico e Leu fosse della partita, difficile che non faccia fuoco e fiamme per lasciare Roberto Speranza alla Sanità. E altrettanto farebbe il Pd per mantenere Dario Franceschini alla Cultura.

Non è un mistero che il Nazareno, per convincere i grillini ad appoggiare Draghi, spinge perché Giuseppe Conte entri nell’esecutivo: che sia nel ruolo di vicepremier (come raccontava qualcuno ieri a Montecitorio) o alla Farnesina, come ipotizza Casini, poco importa. Certo sarebbe una bell’acchiappo per il premier incaricato: ove si puntasse su un tecnico, la scelta potrebbe cadere sul segretario generale del ministero degli Esteri, Elisabetta Belloni.

Secondo i grillini pro-Draghi, quest’ultimo potrebbe anche lasciare Di Maio alla Farnesina e Patuanelli allo Sviluppo economico se M5s cedesse al pressing del Pd. A meno che alla fine Berlusconi non accetti di votare la fiducia: allora Renato Brunetta potrebbe essere il profilo ad hoc. Previa naturalmente la certezza di avere alla giustizia un ministro garantista: Paola Severino potrebbe essere la figura più accreditata. In alternativa Marta Cartabia.

Nomi altrettanto sperimentati in un quadro tecnico potrebbero essere quello di Enrico Giovannini per il Lavoro e di Enzo Moavero Milanese per gli Affari Europei. Casomai invece si optasse per un politico, buone chances ha il ministro uscente, Amendola. Ma la roulette ancora gira.

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