30 giu 2021

Gli Uffizi contro i turisti che sporcano. "Basta, tassiamo il cibo di strada"

Firenze, la provocazione del direttore Schmidt: troppi costi per ripulire dall’olio dei panini, paghino i locali "Chi vende alimenti senza dare la possibilità ai clienti di sedersi, deve contribuire a mantenere il decoro urbano

paola fichera
Cronaca
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Turisti a Firenze

E se alla fine per combattere la guerra all’overtourism Firenze cominciasse col mettere una tassa sui troppi panini consumati sui gradini delle scalinate più belle, persino quelle degli Uffizi? La provocazione arriva da una voce eccellente, quella del direttore degli Uffizi Eike Schmidt, da un anno e mezzo in prima linea per ridisegnare una ripartenza virtuosa per le città d’arte. Merito del pragmatismo teutonico che scorre nel suo dna il direttore degli Uffizi pensa a un intervento dal basso. Perché alla fine il ketchup e l’olio spiaccicato sulla pietra serena del piazzale degli Uffizi sono la raffigurazione plastica e insieme molto, molto concreta dei danni che il turismo mordi e fuggi provoca sul patrimonio tanto bello quanto fragile delle città d’arte. Direttore, primi turisti e vecchi malanni per la città. Firenze riparte dal turismo ’toccata e fuga’ un paio d’ore col naso per aria fra Duomo, Signoria e Uffizi e poi tutti giù per terra con un bel panino. "E come potrebbe essere diversamente? Lo dico da un anno e mezzo. Servono cambiamenti importanti, ma la città continua ad offrire le stesse cose di prima. Dobbiamo creare dei percorsi diversificati. Sia dal punto di vista geografico (nelle periferie e fuori Firenze), che temporale (non solo d’estate anche in bassa stagione). Ma se alla fine quelli che aprono sono sempre gli stessi locali di fast food e street food quella che continua ad arrivare è sempre la stessa tipologia di turisti che si fermano una sola giornata e vogliono spendere poco. Da questo punto di vista siamo poco protetti". Come arginare il fenomeno? "Una città ben organizzata può rispondere meglio. Stiamo già lavorando al progetto degli Uffizi diffusi. Dobbiamo dare un respiro diverso all’offerta: mettendo insieme territori, cultura, paesaggio, turismo, economia. Pubblico e privato devono lavorare insieme". Lei però una proposta ...

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