9 mag 2022

Gli ucraini alla riconquista dell’isola dei Serpenti

L’isola dei Serpenti torna a essere al centro della guerra in Ucraina. Quello scoglio non lontano dalle coste occidentali ucraine, conteso per molto tempo con la Romania, è diventato un luogo fondamentale. Tra rotte di incrociatori, fregate e motovedette, bombardamenti, voli dei droni e degli aerei da ricognizione Nato, tutto sembra tornare lì, in quell’isolotto incastonato nel Mar Nero un tempo sacro ad Achille e ora votato al dio della guerra.

La prima volta che l’isola è diventata nota nelle cronache della guerra russo-ucraina è stato nei primi giorni del conflitto. La guarnigione nell’avamposto di Kiev è stato uno dei primi obiettivi della flotta del Mar Nero, e cadde dopo un bombardamento e la successiva cattura di gran parte degli uomini di stanza lì. La conquista dell’isola divenne anche oggetto di una sorta di leggenda, quello del famoso grido "fottetevi" rivolto dagli ucraini ai russi prima di un bombardamento che avrebbe sterminato la guarnigione. Storia che venne poi smentita dalla stessa Ucraina, costretta ad ammettere che tanti dei suoi uomini si erano arresi di fronte alla soverchiante capacità di fuoco della Marina di Mosca. Ma l’eco di questa vicenda ha reso l’isola dei Serpenti un luogo mitico.

Ora è tornata a essere l’epicentro del fronte navale russo. Nei giorni scorsi, è stato dato particolare risalto all’affondamento di due motovedette russe Raptor da parte dei droni di fabbricazione turca Bayraktar TB2. L’attacco, con le immagini dall’alto che mostrava il colpo a opera dei famigerati velivoli venduti da Ankara a Kiev, aveva fatto capire che l’isola dei Serpenti era di nuovo nel radar tanto dai russi quanto dagli ucraini, al punto che questi ultimi avevano scatenato i raid anche contro la stessa difesa dell’isola. Dopo alcuni giorni, l’incendio della fregata russa Admiral Makarov.

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