9 apr 2022

Gli italiani sono stanchi di sacrifici

bruno
Cronaca

Bruno

Vespa

Occidente non vuole che l’ex agente del Kgb ci prenda gusto e rifornirà Zelensky di armi sempre più efficaci. Così – come prevede la Nato – la guerra sarà sempre più lunga e più vasta.

E noi? Come ci mettiamo noi chiamati dal presidente del Consiglio a scegliere – con una battuta da titolo – tra la pace e il condizionatore? Qui bisognerebbe disegnare un’altra copertina: che cosa hanno in testa gli italiani? Abbiamo detto molte volte che l’Italia è un paese dal fisico fragile. Quando c’è una corrente d’aria, gli altri prendono il raffreddore, noi la polmonite. Si aggiunga che gli italiani sono stanchi. Hanno avuto tre recessioni in dodici anni: la grande crisi del 2008 (Lehman Brothers), la crisi del debito del 2011 (caduta di Berlusconi), la pandemia (2020-2021). Dopo vent’anni di crescita quasi piatta e di affondamento del 2020, l’anno scorso avevamo cominciato un rimbalzo formidabile. Ed ecco che arriva la guerra. I danni diretti per l’export delle nostre imprese pesanti ma limitati. I danni al turismo forti (1,8 milioni di turisti russi arrivati nel 2019, oltre agli ucraini), ma assorbibili con il ritorno degli americani e di altri paesi (ancora non i cinesi). Ma l’esplosione dei prezzi (cominciata prima della guerra) e il costo dell’energia rischiano di inginocchiare troppa gente. E allora? Allora i sondaggi segnalano che più di un terzo d’italiani se ne buggera della guerra e non vuole che le sanzioni ci ricadano addosso. Scontata la ricerca di altri fornitori in paesi diversi, scontato lo sblocco dei permessi per le rinnovabili,

finite le lacrime per la nostra autocastrazione sul nucleare e i ritardi sui rigassificatori (Spagna-Italia 9 a 3), riteniamo di non poter fare subito a meno del gas zarista. L’Europa è sempre sul filo dell’egoismo, tanto è vero che la proposta di Draghi di mettere un tetto al prezzo del gas è stata accolta dai nordici con poco entusiasmo. Gli operai in cassa integrazione delle aziende che rischiano la chiusura, la gente che al supermercato trova rincarati pane e pasta (la dieta dei poveri), finiscono per dare la colpa alla guerra. E allora tra la pace e il condizionatore, la prima rischia assai...

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