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23 giu 2022

Gli europei sono già stanchi della guerra

23 giu 2022
cesare
Cronaca

Cesare

De Carlo

Anche una causa nobile può stancare. Faranno bene a rifletterci i 27 capi di Stato e di governo che domani a Bruxelles formalizzeranno la candidatura ucraina nell’Unione Europea. Non una sorpresa. È accaduto per il Vietnam. È accaduto per l’Afghanistan. Accade ora per l’Ucraina. Con la differenza che quella guerra ha appena quattro mesi e non anni o decenni. Ma questi quattro mesi sembrano avere avuto un peso esorbitante sui nostri destini. Gli europei sono stanchi. Lo ammette persino Letta. Più degli americani, che di mezzo hanno l’Atlantico e attribuiscono a Biden e non a Putin l’inflazione, la recessione incombente, il prezzo dell’energia, l’immigrazione clandestina, eccetera. E dunque sull’Ucraina seppur in calo mantengono un certo consenso al limite dell’indifferenza. In Europa invece il consenso si è rovesciato nel contrario e si è portato dietro i terremoti politici in Francia e in Italia.

La spiegazione ce la dà l’European Council on Foreign Relations. Solo il 20 per cento degli 8 mila intervistati ritiene giustificato continuare ad armare l’eroe del momento, soprattutto in Italia, Francia, Germania. Insostenibili i costi, al di là della partecipazione emotiva. Senza contare il rischio di una escalation dopo la decisione lituana di bloccare il traffico terrestre verso l’exclave di Kaliningrad, la ex Koenigsberg prussiana. Decisione certamente in linea con le sanzioni, ma che in questo momento ha il sapore di una provocazione. Più della candidatura ucraina alla Ue destinata a maturare in tempi lunghi. Come risponderà il cattivo del Cremlino? Ovvio che se la risposta dovesse degenerare in un intervento militare, altri guai in vista per gli europei. Maggioritario il loro auspicio per una tregua immediata. Uno su su quattro considera Biden un ostacolo a un immediato cessate il fuoco. C’è bisogno di ricordare che la Lituania, come gli altri due Paesi baltici, è membro della Nato? E che godrebbe della previsione dell’articolo 5 dello Statuto? Il quale recita: un attacco a uno dei membri è un attacco a tutti i membri. Facciamo gli scongiuri. ([email protected])

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