di Claudia Marin Piazze bollenti contro il green pass. Il sabato delle proteste dei No Vax in ben 81 città d’Italia va in scena da Roma a Milano, da Firenze a Bologna, con tafferugli e cortei più o meno turbolenti e un’aggressione, a Pescara, nei confronti di militanti e dirigenti di Forza Italia. Mentre in Europa risuonano le grida dei 160mila manifestanti francesi tra barricate e cariche della polizia, ad Atene gas lacrimogeni e cannoni ad acqua conro 4mila manifestanti, e dall’altra parte del mondo le strade di Sidney e Melbourne vedono migliaia di persone protestare e scontrarsi con le forze dell’ordine contro il lockdown imposto per il rischio di nuovi focolai, in Italia il giorno dopo l’annuncio del decreto...

di Claudia Marin

Piazze bollenti contro il green pass. Il sabato delle proteste dei No Vax in ben 81 città d’Italia va in scena da Roma a Milano, da Firenze a Bologna, con tafferugli e cortei più o meno turbolenti e un’aggressione, a Pescara, nei confronti di militanti e dirigenti di Forza Italia.

Mentre in Europa risuonano le grida dei 160mila manifestanti francesi tra barricate e cariche della polizia, ad Atene gas lacrimogeni e cannoni ad acqua conro 4mila manifestanti, e dall’altra parte del mondo le strade di Sidney e Melbourne vedono migliaia di persone protestare e scontrarsi con le forze dell’ordine contro il lockdown imposto per il rischio di nuovi focolai, in Italia il giorno dopo l’annuncio del decreto Draghi, che dal 6 agosto renderà obbligatorio il certificato verde attestante l’avvenuta vaccinazione, la rabbia dei No vax esplode: "Non siamo cittadini di serie b". Tremila persone a Roma, con disordini e tafferugli tra manifestanti e polizia, cinquemila a Torino, cinquecento ad Aosta, mille ad Alessandria e Bologna, duemila a Cagliari, duecento a Saluzzo, altre migliaia a Milano e poi ancora a Genova, Lecce, Cremona, Messina e in altre località da un capo all’altro della Penisola hanno aderito alla mobilitazione lanciata attraverso un tam-tam su social e canali Telegram. Il "nemico" contro cui ci si schiera è la "dittatura sanitaria", con tanto di paragoni al nazismo. Foto di Mario Draghi con i baffetti in stile Hitler sfilano a Milano e Torino, dove l’urlo che ha raccolto i maggiori consensi è stato "Norimberga Norimberga" con evidente riferimento ai processi ai gerarchi dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Ma la regia estremista di Casapound e Forza Nuova prevede anche stelle di David con la scritta "non vaccinati = ebrei" e cartelli con le svastiche.

A Roma sfila evidente il paradosso: accanto alle svastiche e al grido di "dittatura" va in piazza l’estrema destra. Le reazioni della comunità ebraica non si fanno attendere: già nei giorni scorsi era intervenuta per stigmatizzare il parallelo offensivo e improprio Shoah-green pass. "Sta montando un clima di odio e di intolleranza molto pericoloso. Far riferimento alla Shoah con tanta superficialità, è un segnale di forte allarme. La politica inizi a moderare i toni", aveva detto la presidente della Comunità Ruth Dureghello.

Intanto i dimostranti di Cagliari si esibiscono in un funambolismo storico, srotolando una striscione che paragona il green pass all’Ahnenpass. Tra la folla nelle piazze, però, non solo estremisti ideologici e no vax sfegatati, ma anche pensionati, artigiani, lavoratori dipendenti, nonché ristoratori preoccupati per le ricadute economiche dell’obbligo green pass: "Non sono contro il vaccino, ma è un danno per l’economia. In molti rischiamo di fallire", spiega il proprietario di un locale che manifesta a Roma. Una galassia composita quella dei "no green pass" che incita alla disobbedienza e a "non scaricare il certificato verde". Sempre nella Capitale, momenti di tensione sfociati in disordini a piazza del Popolo, con le forze dell’ordine intervenute anche con i mezzi blindati per disperdere i manifestanti che volevano partire in corteo verso via del Corso. E a Pescara va in scena uno degli episodi clou, almeno simbolicamente: alcuni esponenti di Forza Italia che stavano raccogliendo firme per il referendum sulla giustizia sono stati aggrediti. Immediata la reazione dei dirigenti nazionali del partito, solidali con le vittime della aggressione. Solidarietà anche dal Pd, il cui vertice per tutta la giornata ha criticato le manifestazioni in corso accusando lo stesso Matteo Salvini di strizzare l’occhio a proteste estremiste.