di Giampaolo Pioli L’ultimo militare americano ha lasciato Kabul. La guerra in Aghanistan è finita, dice Joe Biden. Almeno, è finita quella con le truppe straniere sul terreno. Il Pentagono lo ha annunciato quasi a sorpresa in serata, con qualche ora di anticipo rispetto alla scadenza del 31 agosto fissata dai talebani. Non appena il Pentagono col generale Mckenzie del central Command lo ha confermato, nella capitale afghana si sono sentiti colpi in aria e grida per le strade: "Siamo tornati un Paese indipendente, abbiamo fatto la storia". Con l’uscita di scena degli ultimi generali e dei diplomatici, chiude la gigantesca ambasciata Usa di Kabul e con lei una pagina di storia e sangue durata 20 anni. "Il costo della missione che ha ucciso Bin...

di Giampaolo Pioli

L’ultimo militare americano ha lasciato Kabul. La guerra in Aghanistan è finita, dice Joe Biden. Almeno, è finita quella con le truppe straniere sul terreno. Il Pentagono lo ha annunciato quasi a sorpresa in serata, con qualche ora di anticipo rispetto alla scadenza del 31 agosto fissata dai talebani. Non appena il Pentagono col generale Mckenzie del central Command lo ha confermato, nella capitale afghana si sono sentiti colpi in aria e grida per le strade: "Siamo tornati un Paese indipendente, abbiamo fatto la storia".

Con l’uscita di scena degli ultimi generali e dei diplomatici, chiude la gigantesca ambasciata Usa di Kabul e con lei una pagina di storia e sangue durata 20 anni. "Il costo della missione che ha ucciso Bin Laden e e molti cospiratori di Al Quaeda è stato di 2461 militari e civili americani uccisi e di oltre 20.000 feriti – ha aggiunto Mckenzie – inclusi sfortunatamente i 13 marines morti la settimana scorsa. Ma, fa sapere il Pentagono, nel Paese asiatico sono rimasti 2mila "irriducibili" jihadisti dell’Isis.

Fino a poche ore prima del decollo dell’ultimo C17, Biden aveva ordinato ai suoi uomini delle squadre speciali nascosti sul terreno e agli agenti della Cia camuffati nel paese: "Non fermatevi davanti a nulla. L’Isis-K deve pagare per aver attaccato le forze americane: cercateli e uccideteli". E probabile che questi agenti speciali siano rimasti nascosti per dare la caccia ai terroristi. L’ultima notte a Kabul che si temeva come la più pericolosa in realtà è trascorsa con la gioia dei talebani, ma anche con la disperazione degli afghani collaboratori che non sono riusciti a partire. Fino all’ultimo secondo, l’Isis-K ha tentato di compiere nuovi attentati con 6 razzi Katyusha. Cinque sono stati intercettati da sofisticate batterie antirazzi Usa(le stesse montate in Israele) ma un missile ha raggiunto una delle piste senza tuttavia creare danni. L’auto dalla quale i razzi venivano lanciati parcheggiata in un quartiere abitato della capitale è stata disintegrata da un drone ma un’intera famiglia di 10 persone compresi 7 bambini che stavano rientrando a casa, è stata distrutta all’ingresso del garage dalla potente esplosione della bomba Usa. Così il portavoce del Pentagono, ammiraglio John Kirby: "Siamo profondamente dispiaciuti per la perdita di vite innocenti e ci assumiamo le nostre responsabilità". Gli americani sostengono di avere evacuato 122.500 persone dei quali 5,400 cittadini Usa, precisando che nelle ultime ore anche altri 1200 collaboratori afghani hanno potuto lasciare l’Afghanistan.

Ma c’è un aspetto che resta da chiarire. È vero che l’ultima fase dell’evacuazione ha una "pianificazione segreta" per non rivelare quale effettivamente sarebbe stato l’ultimo aereo Usa a lasciare Kabul. Ed è altrettanto vero che con ogni probabilità infiltrati Cia saranno rimasti sul posto. Tuttavia - ed è questo il dettaglio inquietante – ci sarebbero almeno 250 cittadini americani che non avrebbero fatto in tempo a salire sui voli militari e sono rimasti in Afghanistan perché tutti i cancelli dell’aeroporto erano chiusi da oltre due giorni.

"Stiamo chiamando e inviando messaggi di testo e WhatsApp ed e-mail alle nostre liste, nel tentativo di avere una cifra più concreta su quanti americani potrebbero essere rimasti", ha detto il funzionario, a quanto riporta la Cnn. Il comandante del Centcom, il generale Kenneth “Frank” McKenzie, ha detto che nessun cittadino americano è riuscito a imbarcarsi sugli ultimi cinque voli partiti da Kabul, spiegando che non c’erano sfollati rimasti all’aeroporto. Qualcuno pensa però che questi cittadini intenzionati a partire se venissero identificati potrebbero rischiare di diventare ostaggi o merce di scambio del futuro governo se non intendesse mantenere i patti con gli Usa.