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18 mag 2022

"Giustizia penale come spettacolo Le indagini in tv diventano gossip"

L’atto d’accusa di Vittorio Manes, avvocato e docente universitario: "I talk show non fanno cronaca". Il rischio dei programmi d’intrattenimento che violano i diritti degli indagati e la presunzione d’innocenza

18 mag 2022
Il tema della giustizia è da sempre centrale nella vita del nostro Paese
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di Gilberto Dondi BOLOGNA Vittorio Manes, lei sostiene che i media hanno trasformato la giustizia in show e che, per fare audience, si dà vita a un processo parallelo che non rispetta le garanzie dell’imputato. Ma è davvero così? "La giustizia penale è diventata spettacolo in molti contesti, e non è certo un fenomeno solo italiano – spiega Vittorio Manes, ordinario di Diritto penale all’Alma Mater di Bologna e avvocato in processo importanti (Bibbiano, Bruno Contrada, Francesco Bellomo e dj Fabo), nonché autore del libro Giustizia mediatica. Gli effetti perversi sui diritti fondamentali e sul giusto processo, edizioni il Mulino –. Certo in Italia questo fenomeno da eccezione sta diventando regola, perché le notizie di indagini e arresti occupano i titoli di testa dei principali palinsesti, sono diffuse con titoli a caratteri cubitali, e soprattutto sono al centro di talk show e programmi destinati al grande pubblico. Non è solo cronaca, ma autentico intrattenimento, e spesso scade nel gossip e voyeurismo giudiziario, che attrae e distrae il pubblico. Ma questa spettacolarizzazione violenta i diritti degli indagati, primo fra tutti la presunzione di innocenza". La cronaca giudiziaria ha una funzione importante. È inevitabile, durante le indagini preliminari, riportare la posizione dell’accusa... "Sull’importanza del diritto di cronaca e sul ruolo dei giornalisti siamo tutti d’accordo, e la cronaca giudiziaria non fa eccezione. Ma questo ruolo non può essere enfatizzato sino a calpestare i diritti fondamentali delle persone coinvolte, che troppo spesso vengono presentate come presunti colpevoli, quando la loro responsabilità è ancora tutta da accertare. Il bilanciamento è possibile: abbandonare toni colpevolisti sino a quando non interviene una sentenza di condanna definitiva, ed evitare di camuffare come cronaca giudiziaria gravissime lesioni della vita privata e familiare". Lei sostiene che il processo mediatico deforma e distorce la realtà. In che modo? "L’attenzione mediatica distorce subdolamente ma profondamente il processo reale, ...

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