Il Guardasigilli Marta Cartabia è nata nel 1963. Il 9 luglio il Cdm ha dato il via. alla sua riforma. della Giustizia
Il Guardasigilli Marta Cartabia è nata nel 1963. Il 9 luglio il Cdm ha dato il via. alla sua riforma. della Giustizia
di Antonella Coppari "La metà dei processi finirà sotto la scure dell’improcedibilità. Converrà delinquere". Nicola Gratteri e Cafiero de Raho innescano la bomba: non è per caso, del resto, che il presidente grillino della commissione giustizia della Camera, Mario Perantoni, ha fissato adesso queste audizioni. Il procuratore capo di Catanzaro e il procuratore Antimafia non deludono le aspettative. Smontano pezzo per pezzo la riforma Cartabia, partendo dalla nuova prescrizione. "Grazie alle modifiche, ci sarà meno sicurezza". Detto, fatto: l’ondata di emendamenti che i cinquestelle fanno piovere sulla riforma (917 sui 1631 in totale) sono una...

di Antonella Coppari

"La metà dei processi finirà sotto la scure dell’improcedibilità. Converrà delinquere". Nicola Gratteri e Cafiero de Raho innescano la bomba: non è per caso, del resto, che il presidente grillino della commissione giustizia della Camera, Mario Perantoni, ha fissato adesso queste audizioni. Il procuratore capo di Catanzaro e il procuratore Antimafia non deludono le aspettative. Smontano pezzo per pezzo la riforma Cartabia, partendo dalla nuova prescrizione. "Grazie alle modifiche, ci sarà meno sicurezza". Detto, fatto: l’ondata di emendamenti che i cinquestelle fanno piovere sulla riforma (917 sui 1631 in totale) sono una dichiarazione di guerra. Che si nutre anche dei timori dei pm sul rischio di morte per alcuni maxi-processi alla criminalità organizzata che lambiscono procure ingolfate di lavoro.

L’assalto all’arma bianca dei magistrati di punta non è l’unica pressione che si abbatte su Giuseppe Conte per spostarlo di nuovo sulla linea rigida. Di Battista, voce esterna ma ancora amatissima nel Movimento, si scatena: "Sono tornate le porcate immondi. Complimentoni ai 4 ministri M5s che l’hanno votata". La stampa vicina ai 5stelle afferma addirittura che lo stesso capo dello Stato sarebbe ostile ad alcune voci della riforma, mentre il Colle in realtà ritiene che il testo non presenti alcuna criticità; e circolano rumors che parlano di un parere del Csm che "conterrà rispettose ma puntuali critiche". In questo quadro, l’ex premier avverte la tentazione di tornare alla linea barricadiera: "Non possiamo accontentarci di ritocchi – confida dopo l’intemerata di Gratteri e Raho – Bisogna eliminare l’improcedibilità". E così, nella riunione dei gruppi parlamentari a sera rilancia: "Non siamo manettari, ma non accettiamo che tanti processi finiscano nel nulla. Sono stato chiaro con Draghi al quale ho assicurato il sostegno M5s: dialogo ma c’è un limite che non si può oltrepassare".

Tre le strade indicate dagli emendamenti M5s per ritornare sulle orme percorse dall’ex guardasigilli Bonafede: 1) prescrizione sospesa per due anni dopo il primo grado, e uno dopo l’appello a partire dal primo gennaio 2024 (gli effetti si vedrebbero tra una decina di anni); 2) prescrizione eliminata in base alla riforma Bonafede (proposta Leu) solo per i condannati in primo grado; 3) resta l’improcedibilità, ma i termini per il conto alla rovescia dovrebbero scattare a partire dalla prima udienza dei processi di appello e Cassazione e non più dall’impugnazione.

La ministra Cartabia però fa muro, convinta che la riforma sia già una mediazione: ha accettato a malincuore di eliminare le proposte della commissione Lattanzi sui riti alternativi. Oltre non vuole andare: "Le forze politiche spingono in direzioni opposte. Ma la riforma deve essere fatta, con gli aggiustamenti tecnici necessari, perché lo status quo non può rimanere tale". Messe cosi le posizioni sembra non esistere alcuna possibilità di incontro. In realtà i grillini una soluzione, che per loro è più morbida, ce l’hanno: un allungamento sostanzioso dei termini prima dell’improcedibilità. Nemmeno questa sembra una strada percorribile ma la trattativa è appena cominciata. Solo che stavolta tra la partenza e l’arrivo i tempi devono essere brevi. Per Draghi l’approvazione deve arrivare prima della pausa estiva.