Roma, 10 dicembre 2020 - La Procura di Roma ha chiuso le indagini sul caso dell'omicidio Giulio Regeni, il ricercatore friulano rapito, torturato e ucciso nel 2016 in Egitto. A rischiare il processo quattro 007 egiziani. A due anni dall'iscrizione nel registro degli indagati degli 007 egiziani, appartenenti alla National Security, avvenuta il 4 dicembre 2018, il procuratore capo Michele Prestipino e il sostituto Sergio Colaiocco, che in questi anni ha seguito l'inchiesta, hanno rispettato la deadline sulla chiusura dell'indagine contestando, a seconda delle posizioni, con il 415bis a quattro 007, oltre al reato di sequestro di persona pluriaggravato, concorso in omicidio aggravato e concorso in lesioni personali aggravate. Per un quinto agente è stata chiesta l'archiviazione.

"Giulio a terra legato e con segni di tortura"

Da choc il racconto uno dei cinque testimoni sentiti dai magistrati: "Nella sede della National Security il 28 o 29 gennaio ho visto Regeni in quella stanza con ufficiali e agenti. C'erano catene di ferro con cui legavano le persone, lui era mezzo nudo e aveva sul torace segni di tortura e parlava in italiano. Era sdraiato a terra, ammanettato. Dietro la schiena aveva dei segni". La testimonianza è stata citata oggi dal pm Sergio Colaiocco nel corso dell'audizione.

Ma c'è molto di più: nell'atto di chiusura delle indagini i pm parlano di sevizie durate giorni che causarono a Giulio Regeni acute sofferenze fisiche messe in atto anche attraverso oggetti roventi, calci, pugni, lame e bastoni.

La mamma: è una lotta di civiltà

Si chiudono così cinque anni di indagini sul sequestro, le torture, l'uccisione di Giulio Regeni: per commentare la conclusione delle indagini sulla vicenda del giovane ricercatore, domani, giovedì 10 dicembre, alle 14.30, i genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni, e la legale della famiglia, Alessandra Ballerini, terranno una conferenza stampa nella sala stampa della Camera dei deputati. Coordina il presidente della Federazione nazionale della Stampa italiana, Giuseppe Giulietti. L'incontro sarà trasmesso in diretta webtv dalla Camera. 

"Nessuno avrebbe pensato di arrivare dove siamo oggi. Oggi è una tappa importante per la democrazia italiana e per l'Egitto. Niente ci ferma. La nostra lotta di famiglia è diventata una lotta di civilità per i diritti umani, che è come se agisse Giulio. Giulio è diventato uno specchio che riverbera in tutto il mondo come vengono violati i diritti umani in Egitto ogni giorno". Lo ha detto in conferenza stampa alla Camera Paola Regeni, madre di Giulio.