Tre zaini contenenti con circa 1,2 milioni di euro trovati in casa del figlio di Chiarello
Tre zaini contenenti con circa 1,2 milioni di euro trovati in casa del figlio di Chiarello

Bari, 24 aprile 2021 - Il giudice per le indagini preliminari di Bari Giuseppe De Benedictis e l'avvocato penalista Giancarlo Chiariello sono stati arrestati con l'accusa di aver stretto un accordo di corruzione. L'ordinanza di di custodia cautelare in carcere è stata eseguita questa mattina nell'ambito di un'indagine della Dda di Lecce. In cambio di denaro il gip De Benedictis faceva scarcerare dei clienti dell'avvocato barese Chiarello. Fra questi clienti, uno è stato arrestato oggi. I beneficiari dei provvedimenti del gip, sono in gran parte appartenenti a famiglie mafiose o legate alla criminalità organizzata barese, foggiana e garganica.

Il pagamento di tangenti per la scarcerazione era una circostanza nota da tempo nell'ambito criminale pugliese: questo aspetto è stato riferito da alcuni collaboratori di giustizia. Dietro l'elargizione di mazzette, l'avvocato Chiarello riusciva a ottenere provvedimenti di concessione di arresti domiciliari o remissione in libertà, pur essendo sottoposti a misura cautelare in carcere per reati anche associativi. Secondo la procura di Lecce, questo meccanismo consentiva ai detenuti di rientrare nel circuito criminale pugliese.

Il gip De Benedictis lo scorso 9 aprile, al termine di una perquisizione presso il suo ufficio nel palazzo di giustizia di Bari, secondo la Dda di Lecce, è stato trovato in possesso di una tangente di circa 6.000 euro ricevuta poco prima dall'avvocato Chiariello. Il giudice, subito dopo, aveva presentato al Csm richiesta di dimissioni dalla magistratura perché provava "vergogna". Altre mazzette sono poi state trovate nell'abitazione del gip, anch'essa perquisita. Le somme di denaro, di importi variabili tra 2.000 e 16.000 euro (per un totale di circa 60.000), erano nascoste in alcune prese per derivazioni elettriche.

Nell'indagine della Dda sono indagate numerose altre persone nei confronti delle quali sono in corso perquisizioni. Le indagini si basano su intercettazioni telefoniche e ambientali, videoriprese in uffici e ambienti interni ed esterni, pedinamenti, dichiarazioni di collaboratori di giustizia, esame di documentazione, perquisizioni e sequestrI di ingenti somme di denaro contante.

Fra le intercettazioni registrate dalla Dda di Lecce anche alcune conversazioni fra gip e avvocato, nelle quali vengono discusse le strategie più idonee affinché il magistrato possa motivare i provvedimenti più favorevoli ai clienti del legale e degli importi della corruzione. La discussione tra i due avviene sia nell'ufficio di De Benedictis, sia nell'ascensore del palazzo dove abita il penalista, dove i due si sono ripetutamente incontrati e sono stati ripresi dalle telecamere installate dai carabinieri. Tra le conversazioni intercettate c'è anche quella di un indagato, Danilo Pietro Della Malva, che palrando con la moglie si vanta di essere stato scarcerato dopo tre mesi. "Però però aspetta, ho speso trentamila euro e mi sono comprato il giudice a Bari". 

"Questa è stata un'indagine assolutamente doverosa, anche se al tempo stesso dolorosa per tutti noi", così afferma la procura di Lecce diretta dal procuratore Leonardo Leone de Castris. "La collettività, sia pure nel comprensibile disagio e disorientamento determinato dalla vicenda, possa trovare motivo di sollievo nella circostanza che proprio l'Istituzione Giudiziaria possieda gli anticorpi necessari per colpire i comportamenti devianti, e abbia, ancora una volta nella nostra regione, dimostrato di saper guardare al proprio interno e individuare le più gravi criticità".