L'anno scorso il Papa era a Regina Coeli per la lavanda dei piedi
L'anno scorso il Papa era a Regina Coeli per la lavanda dei piedi

Roma, 18 aprile 2019 - "Se Cristo non è risorto, vana è la nostra fede". Ha del perentorio l’assunto con cui Paolo (1 Cor 15,17), l'apostolo delle genti, coglie l’essenza dell’annuncio cristiano (kerygma). Non è il Natale, ma la Pasqua il cuore della fede dei discepoli di Gesù che per questo professano la sua passione, morte e resurezzione.  La liturgia cattolica fa memoria dei tre giorni antecedenti alla vittoria definitiva di Cristo sulla morte nei riti del cosiddetto Triduo pasquale. Queste celebrazioni, successive alla Quaresima – i 40 giorni di preparazione alla Resurrezione –, si aprono la sera del Giovedì santo con la Missa in Coena Domini.

IL TRADIMENTO DI GIUDA - È allora che ogni diocesi, riunita in cattedrale attorno al suo vescovo, rivive l'ultima cena del Signore (Gv 13). La tavola imbandita  per la festa della Pasqua ebraica, i Dodici e Gesù che, conscio della sua ormai prossima condanna a morte e del conseguente calvario, annuncia il tradimento di uno degli apostoli. Sappiamo che si tratta di Giuda iscariota che, imbevuto di aspettative politiche, al pari degli altri zeloti, vedeva a torto nel Cristo il liberatore dal giogo romano. Lui lo vende per trenta denari, gli altri undici no, ma, ad ascoltare bene i loro concitati ‘sono forse io, Signore, il traditore?’, come ad allontanare in fretta ogni alone di sospetto, c’è da chiedersi quanto ciascuno di loro sia stato sfiorato dal pensiero di voltare le spalle a Gesù.

LA LEZIONE DI GESU' - Il Golgota è all’orizzonte, il tempo sfugge e Cristo compie un gesto inaudito per i tempi. La sua è una lezione che fa scandalo, ancora oggi: si cinge la vita con un asciugatoio, versa dell'acqua nel catino e si mette a lavare i piedi agli apostoli. Questo era l’atto a cui erano chiamati gli schiavi nei confronti dei loro padroni, le mogli verso i mariti. Un gesto di accoglienza (va ricordato che ai tempi si camminava a piedi nudi) e servizio totale che all’inizio Pietro, il futuro primo vescovo della storia, si rifiuta di ricevere dal rabbi (maestro). Non coglie il sovvertimento delle gerarchie, professato dal Cristo. Non percepisce la lezione, solenne nella sua umiltá, di chi insegna che il potere nella Chiesa è diakonia (servizioe il primo dei potenti deve farsi ultimo, servo.

LA LITURGIA - E' il bianco il colore dei paramenti liturgici, dalla stola alla casula, nel Giovedì santo che ufficialmente si apre la mattina con la Messa crismale. Durante questa particolare liturgia il vescovo della diocesi benedice in cattedrale gli olii santi: quello del crisma (da usare per il battesimo e le ordinazioni sacre), dei catecumeni e degli infermi. Al rito partecipano tutti i presbiteri della Chiesa locale, che nell’occasione rinnovano le loro promesse sacerdotali. In alternativa la Messa crismale può essere officiata il mercoledì della stessa settimana santa.