Antonio Decaro, sindaco di Bari
Antonio Decaro, sindaco di Bari
Sindaco Decaro, Venezia, nonostante la zona bianca, applica maggiori restrizioni ai locali: servizi solo al tavolo, no all’alcol dopo le 21. Anche Pavia, Pisa, Sarzana e altre città varano la stretta anti movida. Serve più cautela rispetto alle scelte del governo? "Il governo ha fatto scelte dettate dall’analisi degli scienziati: i contagi stanno crollando grazie ai vaccini, così si riapre – risponde il presidente Anci e primo cittadino di Bari, Antonio Decaro –. I sindaci adottano restrizioni agli allentamenti perché il loro territorio lo richiede. Se le discoteche restano chiuse, un motivo c’è: noi dobbiamo evitare di ricreare...

Sindaco Decaro, Venezia, nonostante la zona bianca, applica maggiori restrizioni ai locali: servizi solo al tavolo, no all’alcol dopo le 21. Anche Pavia, Pisa, Sarzana e altre città varano la stretta anti movida. Serve più cautela rispetto alle scelte del governo?

"Il governo ha fatto scelte dettate dall’analisi degli scienziati: i contagi stanno crollando grazie ai vaccini, così si riapre – risponde il presidente Anci e primo cittadino di Bari, Antonio Decaro –. I sindaci adottano restrizioni agli allentamenti perché il loro territorio lo richiede. Se le discoteche restano chiuse, un motivo c’è: noi dobbiamo evitare di ricreare ’discoteche’ in altre forme, situazioni ad alto pericolo contagio".

Tutta Italia in zona bianca

Però, siamo in estate e i giovani hanno voglia di libertà. In più, i locali vogliono tornare a guadagnare.

"La movida è tornata, certo. Bisogna trovare il giusto equilibrio tra necessità di fare girare gli affari e sorvegliare le situazioni che potrebbero farci ripiombare nell’emergenza. Almeno fino a quando la campagna vaccinale non sarà conclusa".

Le città sono ferme da tanto tempo, serve un periodo di rodaggio e non subito una partenza ai 200 chilometri orari?

"La riapertura va fatta a piccoli passi. Ora comunque è più facile allentare rispetto a qualche mese fa, con le temperature in crescita gli spazi si allargano e la gente si distribuisce meglio nelle strade e piazze".

Le restrizioni contro i ragazzi non rischiano di fare scappare i turisti dalle città d’arte italiane?

"Nelle città che adottano queste misure si sovrappone la movida e all’arrivo dei turisti: un mix da monitorare, soprattutto nelle ore serali e notturne. Ma vedrete che le ordinanze saranno limitate nel tempo, almeno fino a fine mese, quando poi usciremo dall’emergenza togliendo la mascherina".

Quando l’esecutivo, a inizio luglio, toglierà l’obbligo delle mascherine all’aperto, qualche sindaco varerà un’ordinanza per mantenerle?

"Potrebbe succedere per alcune zone specifiche del territorio, soprattutto dove ci sono concentrazioni maggiori di persone in determinate fasce orarie".

È stato un errore levare il coprifuoco, considerando che tutti i sindaci corrono ai ripari per bloccare il consumo di alcol e chiudono i locali prima?

"Togliere il coprifuoco è servito a distribuire meglio la presenza dei ragazzi: chiudere tutto alle 24 faceva concentrare in alcuni luoghi la gente tra le 21 e le 24".

La variante Delta spaventa i sindaci italiani?

"Spaventa un po’ tutti. Speriamo che il vaccino protegga da questa mutazione".

Milano Marittima sperimenta la musica solo di sottofondo per impedire la mala movida. Quali altre iniziative stanno prendendo gli enti locali per fare desistere i giovani dagli assembramenti?

"Io ho deciso di diffondere solo alcuni generi di musica, per evitare che le strade e le piazze diventino rave a cielo aperto. Dobbiamo evitare l’effetto discoteca, altrimenti i gestori delle sale da ballo direbbero: ’noi chiusi e voi potete fare così?’".

Crede che il sistema delle zone a colori possa funzionare ancora, in vista di un rialzo dei contagi in autunno-inverno?

"In estate, sono certo, non avremo problemi. Al rialzo in autunnno-inverno non voglio pensare, incrociamo le dita".