Un curriculum internazionale per Giorgio Parisi, vincitore del premio Nobel per la fisica del 2021. Classe 1948, la sua carriera è cominciata dalla Sapienza, dove si è laureato nel 1970 in fisica con una tesi sul bosone di Higgs, avendo come relatore il docente Nicola Cabibbo. Ha poi svolto l'attività di ricercatore per il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e per l’Istituto nazionale di fisica nucleare nei Laboratori nazionali di Frascati per dieci anni fino al 1981, periodo nel quale ha collaborato con la Columbia University a New York, poi con l’Institut des hautes études scientifiques e l’École normale supérieure, entrambi in Francia.  

Nobel Fisica a Parisi, lo striscione alla Sapienza: "It's coming Rome"

Tornato in Italia, è diventato professore ordinario di teorie quantistiche alla Sapienza nel 1981 ed è stato professore ordinario di fisica teorica a Tor Vergata. Ora è professore emerito del Dipartimento di fisica della Sapienza ed è presidente della classe di Scienze fisiche, matematiche e naturali dell’Accademia dei Lincei. Tra i ricercatori più citati al mondo, Parisi ha scritto più di 350 pubblicazioni scientifiche su riviste e oltre 50 contributi a congressi o scuole.  

Nella sua carriera, si è occupato maggiormente di fisica teoretica, ma si è dedicato anche alle particelle elementari. Tante le branche della fisica da lui affrontate: dalla meccanica statistica alla fisica matematica, passando per la teoria delle stringhe, la teoria delle transizioni di fase, la dinamica dei fluidi. Ha approfondito i suoi studi sulla materia condensata, i sistemi disordinati, si è dedicato all’immunologia teorica delle reti neurali, poi ai computer e alle simulazioni su larga scala di cromodinamica quantistica, infine di fisica statistica del non equilibrio. 

Parisi è stato insignito del Nobel "per la scoperta della reciproca influenza tra disordine e fluttuazioni nei sistemi fisici dalla scala atomica a quella planetaria", riporta la motivazione del premio. In particolare, gli è stato conferito il Nobel per i suoi contributi rivoluzionari alla teoria dei materiali disordinati e dei processi casuali. Negli anni Ottanta scoprì motivi nascosti in materiali complessi disordinati. I suoi contributi allo studio dei sistemi \complessi consentono oggi di comprendere e descrivere molti materiali e fenomeni diversi e apparentemente del tutto casuali, non solo in fisica ma anche in altri campi molto diversi, come la matematica, la biologia, le neuroscienze e l'apprendimento automatico.