La signora del remo sul piede di guerra. Ai tempi dei dogi le damigelle erano riempite di regali, vesti e profumi per allietare i nobili cittadini, ma oggi i dogi non ci sono più e di quell’epoca sono rimaste solo le gondole. Giorgia Boscolo, 36 anni e tre figli, vuole conquistare la parità dei diritti non con le regalìe di corte, ma sudando 12 ore al giorno e muovendo veloce il suo remo fra i Canali. È l’unica donna a condurre una gondola. Infatti non porta più solo il "traghetto" che unisce le due...

La signora del remo sul piede di guerra. Ai tempi dei dogi le damigelle erano riempite di regali, vesti e profumi per allietare i nobili cittadini, ma oggi i dogi non ci sono più e di quell’epoca sono rimaste solo le gondole. Giorgia Boscolo, 36 anni e tre figli, vuole conquistare la parità dei diritti non con le regalìe di corte, ma sudando 12 ore al giorno e muovendo veloce il suo remo fra i Canali.

È l’unica donna a condurre una gondola. Infatti non porta più solo il "traghetto" che unisce le due sponde del Canal Grande poco sotto Rialto, esperienza ineludibile per i turisti che si recano a Venezia e che stanno ricominciando a riempire le calli dopo il lockdown. Adesso ha la sua postazione, il suo "stazio" come dicono qui, a San Tomà e attende i turisti che vogliono vedere la città più immaginifica di tutte dall’acqua con la sua "gondola da nolo".

Turisti disposti a pagare anche cifre notevoli pur di navigare sui rii e passare sotto il ponte dei Sospiri. Giorgia ha conquistato il suo record 10 anni fa, riuscendo a scalfire il feudo che per nove secoli è stato di solo dominio degli uomini. Ma ancora non è riuscita ad avere la licenza per possedere una propria gondola e quindi lavora come "sostituta". Il suo esame l’ha brillantemente superato, così come di recente anche un’altra donna, che però ha deciso di "vendere" la sua licenza a un uomo.

Giorgia invece non se la sente di abdicare e continua a sacrificare la propria vita fra i Canali e la casa di Malcontenta. "Chissà che il sindaco non mi voglia premiare concedendomi la licenza – dice – proprio perché sono l’unica donna nella storia della città a condurre una gondola". Sarebbe in verità un premio meritato visto che se avesse vissuto ai tempi di Goldoni una commedia per sé l’avrebbe già avuta.

"Questi anni sono volati – racconta –. All’inizio ho incontrato le inevitabili difficoltà perché devi dimostrare di essere anche più brava di un uomo, poi tutti i colleghi sono diventati la mia grande casa. Certo, siamo in periodo di crisi, prima l’acqua alta di novembre poi il Coronavirus, e la ripresa non c’è ancora. Ma io non mi arrendo e poi in dieci anni di traghetto ho coltivato un rapporto quotidiano con moltissimi clienti". Se Giorgia è unica nella sua attività, sono invece diciotto le vogatrici che partecipano con una "mascareta" a due remi alla Regata Storica che ci sarà domenica 6 settembre. La gondoliera vuole la licenza, come i suoi colleghi maschi; le atlete della regata vogliono che i premi siano uguali. Chissà come soffrirebbe il maschilismo dei dogi.