Roberto Castelli
Roberto Castelli
Figura storica della Lega, Roberto Castelli si è sempre rifiutato di diventarne uno dei padri nobili per riservarsi un ruolo attivo e di movimento. Con altri ha fondato, all’interno del partito, il gruppo "Autonomia e libertà" che, di recente, ha festeggiato in pubblico gli ottant’anni di Umberto Bossi. Castelli, partiamo dall’ovvio. Dove va la Lega? "Da velista, vorrei dire che nella vela c’è l’andatura di bolina. Ma per andare contro vento, si deve procedere a zig zag. Senza perdere di vista, però, l’obiettivo che si vuole raggiungere. In quasi quarant’anni da quando esiste, la Lega ha navigato contro vento, fra mille difficoltà e ostilità, Europa, poteri forti, media, intellighenzie varie. Ha...

Figura storica della Lega, Roberto Castelli si è sempre rifiutato di diventarne uno dei padri nobili per riservarsi un ruolo attivo e di movimento. Con altri ha fondato, all’interno del partito, il gruppo "Autonomia e libertà" che, di recente, ha festeggiato in pubblico gli ottant’anni di Umberto Bossi.

Castelli, partiamo dall’ovvio. Dove va la Lega?

"Da velista, vorrei dire che nella vela c’è l’andatura di bolina. Ma per andare contro vento, si deve procedere a zig zag. Senza perdere di vista, però, l’obiettivo che si vuole raggiungere. In quasi quarant’anni da quando esiste, la Lega ha navigato contro vento, fra mille difficoltà e ostilità, Europa, poteri forti, media, intellighenzie varie. Ha dovuto adeguare la sua andatura. L’obiettivo è sempre quello dell’autonomia delle nostre terre. La Lega andrà sempre in questa direzione. Il grande tema della questione settentrionale tornerà immediatamente a galla e con questo si dovrà fare i conti".

La Lega può essere un partito nazionale oppure la Lega di Salvini è fallita?

"La Lega può essere un partito nazionale. Sì, perché no? Assolutamente sì. Il modello dell’autonomia e del federalismo si può impiantare benissimo. È il progetto delle macroregioni di Gianfranco Miglio".

Però Giancarlo Giorgetti immagina una Lega svincolata da logiche sovraniste, sul modello della Csu bavarese e collegata al Ppe.

"Dalle parole di Giorgetti questo non l’ho percepito. Mi pare che sia più una cosa da retroscenisti".

La battaglia sul Green pass. L’inopportunità degli attacchi alla titolare del Viminale. Un Giorgetti critico è innegabile. E un Giorgetti alternativo a Salvini?

"No. Non è così che la vedo io. Certamente ci saranno sensibilità diverse, come per il Green pass, ma non vedo una spaccatura fra Salvini e Giorgetti. Conosco Giorgetti da quando aveva trent’anni e ragionava come uno di cinquanta. Spettacolare. È un bocconiano. Un cervello fine. Mi rifiuto di pensare che possa meditare qualunque cosa contro Salvini. Non è da Giorgetti. È troppo intelligente. Piuttosto, posso pensare che voglia dare una sterzata o meglio una correzione nel senso di fare emergere il tema dell’autonomia. Un patrimonio costituito dal voto di cinque milioni di cittadini. E questo, ripeto, non è in contrasto con la Lega nazionale. Non dimentichiamo che nel 1993 eravamo la Lega dell’Italia federale".

Dove colloca il ruolo dei governatori del Nord?

"Siamo in una posizione di forza. Praticamente governiamo tutto il Nord. Mi piacerebbe vedere un coordinamento dei governatori del Nord che dialogano con il potere centrale avendo dietro il 50 per cento del Pil. Oggi l’autonomia può essere davvero lanciata da una posizione di forza".

E se fosse Zaia l’alternativa a Salvini?

"Secondo me Luca Zaia sta bene dov’è. In questo momento si sta occupando del Veneto nel migliore dei modi. Non credo che abbia interesse a occuparsi della Lega nazionale. Zaia è un fuoriclasse. La seconda volta che si è presentato ha ottenuto il 70 per cento dei voti. Questo vuole dire che era stato valutato su ciò che aveva fatto. Merita veramente di essere chiamato il Doge. Vorrei aggiungere che in un momento in cui la politica è debole e lamenta una grave carenza di leader, la Lega ne ha addirittura in sovrabbondanza. Penso ovviamente a Salvini, che è il segretario, a Giorgetti, e ai nostri governatori Zaia, Fedriga e Fontana".

Il ‘caso Morisi’ quanto danneggerà la Lega?

"È chiaro che non ci fa piacere. Se fosse una elezione nazionale penso di sì, che ci danneggerebbe. Visto che si tratta di un voto amministrativo, non credo".