Quale Italia dopo la pandemia? Quale modello di sviluppo? Se lo chiedono, con toni che rivelano una certa fretta di cambiamento, il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti (foto), e il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco. Al centro dell’attenzione il blocco dei licenziamenti, che scadrà...

Quale Italia dopo la pandemia? Quale modello di sviluppo? Se lo chiedono, con toni che rivelano una certa fretta di cambiamento, il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti (foto), e il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco. Al centro dell’attenzione il blocco dei licenziamenti, che scadrà il 1° luglio per le aziende che non usano cassa integrazione, e la riforma degli ammortizzatori sociali. L’esponente della Lega sottolinea che il blocco dei licenziamenti è stata una "misura eccezionale" e che quindi deve terminare così come deciso dal governo. Si può pensare, però, di rivederlo "settore per settore", collegandolo, appunto, alla riforma del sistema delle tutele, in particolare per quei comparti, come il tessile, che avranno "un’uscita più lenta dalla crisi".

Lo Stato, ha ricordato Giorgetti, ha preparato vari strumenti per sostenere le imprese nella transizione, che però andranno sempre accompagnati dalla "presenza di un socio privato", con l’idea di interventi a tempo e uscita "a turbolenza passata". Discorso a parte per l’ex Ilva (l’acciaio "è strategico"), per il quale un piano c’è già, ma è appeso alla sentenza del Consiglio di Stato che "aspettiamo con impazienza" per la metà di giugno. Su Alitalia, il ministro è chiaro: saranno mesi "dolorosi" anche dal punto di vista occupazionale e serviranno sinergie con un partner internazionale, senza far concorrenza alle low cost.

Per Visco, infine, "la ripresa sarà complicata e può creare "molti rischi" lasciarla nelle sole mani del mercato. Occorre favorire il dialogo tra le parti sociali.