Una foto, da Facebook, di Mario Roggero, titolare della gioielleria a Grinzane Cavour
Una foto, da Facebook, di Mario Roggero, titolare della gioielleria a Grinzane Cavour

Roma, 5 ottobre 2021 - Cambiano le accuse nei confronti di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour (Cuneo) che lo scorso 28 aprile reagì a una rapina uccidendo due banditi e ferendone un terzo. L'uomo, che era stato accusato di eccesso colposo di legittima difesa, deve ora rispondere di omicidio doloso plurimo, tentato omicidio e porto illegale di arma comune da sparo.

Per la Procura di Asti, infatti, che ha coordinato le indagini, il gioielliere sparò ai banditi "disarmati, scaricando l'intero caricatore - si legge nella chiusura indagini - per cagionarne la morte, eccedendo in tal modo volontariamente i limiti della legittima difesa patrimoniale".

Alessandro Modica, invece, l'unico rapinatore sopravvvisuto, è accusato di rapina pluriaggravata, reato per cui è reo confesso e si trova attualmente in custodia cautelare in carcere. Per il padre, Modica Giuseppe, è stata chiesta l'archiviazione dell'accusa di favoreggiamento personale, non essendo stata raggiunta la prova che lo stesso abbia favorito la fuga del figlio successivamente alla rapina. 

Le indagini

Le indagini, coordinate dalla Procura di Asti, hanno chiarito che dopo la conclusione della rapina, Mario Roggero, titolare della gioielleria, ha inseguito all'esterno dell'esercizio i tre rapinatori che, già usciti dalla gioielleria con la refurtiva, stavano dandosi alla fuga. Ruggero quindi, da distanza ravvicinata, ha sparato contro di loro, che erano disarmati, scaricando l'intero caricatore. In tal modo, conclude la Procura, Ruggero ha eccessovolontariamente i limiti della legittima difesa patrimoniale.
Ma non solo, il gioielliere è risultato privo di porto d'armi e quindi aver portato l'arma, legittimamente detenuta nella gioielleria, all'esterno della stessa, comporta anche l'accusa di porto abusivo d'armi.

"O io o loro"

Lo scorso aprile, ai microfoni di del Tg1, Mario Roggero aveva raccontato: "Non provo niente. Mi spiace sia successo un fatto così, è molto brutto, ma o io o loro". E sulla dinamica della tentata rapina: "Con la mano destra ho aperto la cassa, con la sinistra il cassetto in cui sapevo che c'era la mia arma e simultaneamente ci siamo trovati uno puntato contro l'altro. Ho dovuto... poi sono scappati".

La precedente rapina

L'uomo, Mario Roggero, era già stato rapinato sei anni fa. In quell'occasione, il 22 maggio 2015, l'uomo e le due figlie vennero legati e chiusi in bagno dai rapinatori, che poi fuggirono con gioielli e orologi per un valore complessivo di circa 300 mila euro. L'allarme era stato dato dalle ragazze, riuscite a liberarsi. Alcuni mesi dopo, grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza che avevano ripreso l'auto della fuga, due banditi vennero arrestati dai carabinieri.
Sul profilo Facebook di Roggero, dopo l'ultima rapina, era comparsa una frase di Albert Einstein, con relativa foto: "Il mondo non è minacciato dalle persone che fanno il male, ma da quelle che lo tollerano".