Roma, 13 agosto 2021 - E' morto Gino Strada. Il fondatore di Emergency aveva 73 anni. Con l'Ong nata 25 anni fa il chirurgo ha promosso la costruzione di ospedali e posti di primo soccorso in 18 Paesi. Il decesso questa mattina, mentre si trovava in vacanza in Normandia.

Curate 11 milioni di persone con Emergency

Nato a Sesto San Giovanni nel 1948, laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università Statale di Milano nel 1978, all'età di trent'anni, e si è poi specializzato in Chirurgia d'Urgenza. Viene assunto dall'ospedale di Rho facendo poi pratica nel campo del trapianto di cuore fino al 1988, quando si indirizza verso la chirurgia traumatologica e la cura delle vittime di guerra. Nel periodo 1989-1994 lavora con il Comitato internazionale della Croce Rossa in varie zone di conflitto: Pakistan, Etiopia, Perù, Afghanistan, Somalia e Bosnia ed Erzegovina. Nel 1994 crea Emergency insieme alla moglie Teresa Sarti: un'associazione umanitaria internazionale per la riabilitazione delle vittime della guerra e delle mine antiuomo che ha fornito assistenza gratuita a oltre 11 milioni di pazienti.

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La figlia Cecilia

"Amici, come avrete visto il mio papà non c'è più - scrive su Facebook Cecilia Strada, la figlia -. Non posso rispondere ai vostri tanti messaggi che vedo arrivare, perché sono in mezzo al mare e abbiamo appena fatto un salvataggio. Non ero con lui, ma di tutti i posti dove avrei potuto essere...beh, ero qui con la ResQ - People saving people a salvare vite. È quello che mi hanno insegnato mio padre e mia madre. Vi abbraccio tutti, forte, vi sono vicina, e ci sentiamo quando possiamo".

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La presidente di Emergency

"Siamo sconvolti, è un fulmine a ciel sereno. Problemi di cuore? Non aveva nulla di così grave da far pensare a quello che è successo", dice Rossella Miccio, presidente di Emergency. "Era in Normandia per una vacanza di qualche giorno. La notizia ci ha colti di sorpresa, siamo assolutamente sconvolti. E'un momento troppo doloroso per poter dire altro". Miccio riferisce di avere parlato l'altro ieri per l'ultima volta con Strada. "Era tranquillissimo, abbiamo discusso di Afghanistan".

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Pioggia di messaggi

Tantissimi i messaggi di cordoglio. "Ha recato le ragioni della vita dove la guerra voleva imporre violenza e morte. Ha invocato le ragioni dell'umanità dove lo scontro cancellava ogni rispetto per le persone - scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella -. La sua testimonianza, resa sino alla fine della sua vita, ha contribuito ad arricchire il patrimonio comune di valori quali la solidarietà e l'altruismo, espressi, in maniera talvolta ruvida ma sempre generosa, nel servizio alla salvaguardia delle persone più deboli esposte alle conseguenze dei conflitti che insanguinano il mondo

"Difendere l'uomo e la sua dignità sempre e dovunque. Questa la lezione più bella di Gino Strada che non dobbiamo dimenticare mai. La mia vicinanza ai suoi cari e a tutta Emergency", scrive su Twitter il ministro della Salute Roberto Speranza. E l'Anpi: "Siamo sconvolti per la scomparsa di Gino Strada. Una vita per le vite distrutte dalle guerre. Ciao caro Gino, mancherai al mondo".

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Messaggio postato sui social dal sindaco di Milano, Beppe Sala: "Se ne è andato un caro amico, Gino Strada. Gli volevo bene e lui ne voleva a me. In giugno avevo celebrato il suo matrimonio con la dolce Simonetta, una cerimonia riservata come loro desideravano. Di Gino si può pensare quello che si vuole, ma una cosa è certa: ha sempre pensato prima agli altri che non a se stesso. Mi e ci mancherai".  Nessuna foto, solo la scritta 'Ciao Gino'.