Un frame del servizio de Le Iene (Ansa)
Un frame del servizio de Le Iene (Ansa)

Bari, 30 novembre 2021 - E' stato arrestato Giovanni Miniello, il ginecologo barese indagato per violenza sessuale aggravata. Secondo chi indaga il medico avrebbe proposto a due giovani pazienti rapporti sessuali come cura per il papilloma virus: entrambi gli episodi risalgono a settembre 2019 e a giugno 2021.  

La vicenda resa nota dalla trasmissione Le Iene è stata ricostruita a partire dalle dichiarazioni delle due donne che hanno sporto denuncia (nel primo caso due mesi dopo l'accaduto). Nel provvedimento di custodia cautelare il giudice ha spiegato il modus operandi del ginecologo che "approfittando delle condizioni di 'inferiorità psicologica' delle vittime, ingenerata di proposito prospettando malattie oncologiche anche con esiti mortali, ha dato esecuzione al proprio programma criminoso - scrive il gip - sfruttandone il relativo stato di chiara inferiorità e la relativa vulnerabilità pur di raggiungere i suoi turpi obiettivi di soddisfacimento sessuale".

Per il giudice le indagini hanno rivelato un "sistema aberrante", una "condotta ripugnante idonea a creare nelle vittime una condizione di timore tali da creare nelle stesse una vera e propria soggezione psicologica nei suoi confronti". Nell'ordinanza di arresto si parla anche di "personalità subdola e priva di alcun freno inibitorio".

"Ho solo proposto una alternativa di trattamento"

"Io che ho curato con successo e da oltre 40 anni centinaia di donne, che ho fatto nascere centinaia di loro figli - si era difeso il medico - , ho solo proposto una alternativa di trattamento che ha dato dei risultati e che comunque è sempre stata assistita da assoluta libertà di scelta", respingendo l'accusa di "essere accomunato a chi usa violenza sulle donne, alla cui salute ho dedicato la mia vita".

Dopo la messa in onda del servizio de Le Iene e la successiva bufera mediatica Miniello ha chiesto la cancellazione dall'Albo professionale. Secondo il gip questo "non riveste alcun rilievo al fine di escludere l'attualità dell'elevato rischio di reiterazione", perché "la professione medica ha rappresentato solo una mera occasione consentendo il facile reclutamento di vittime da utilizzare per il soddisfacimento di biechi appetiti sessuali".

Arresti domiciliari

Per il ginecologo la Procura aveva chiesto la custodia cautelare in carcere ma il giudice ha ritenuto che la richiesta "pur adeguata e proporzionata rispetto alla gravità dei delitti in questione, non risulta necessaria nel caso di specie". Per Miniello dunque sono scatti i domiciliari "altrettanto idonei a limitare la libertà personale dell'indagato, impedendogli contatti con potenziali pazienti, così precludendo nuove occasioni per tornare a delinquere".