Domenica 21 Luglio 2024

Ginecologa scomparsa a Trento: reintegrato primario accusato di maltrattamenti



Ginecologa scomparsa a Trento: reintegrato primario accusato di maltrattamenti

Ginecologa scomparsa a Trento: reintegrato primario accusato di maltrattamenti

TRENTO

Saverio Tateo dovrà essere reintegrato. L’ex primario dell’ospedale di Trento, rimosso dall’incarico dopo l’esplosione del caso della 31enne dottoressa forlivese Sara Pedri, scomparsa nel nulla il 4 marzo 2021, per il giudice del lavoro trentino non ha commesso alcun maltrattamento. Il tribunale ha quindi condannato l’Azienda provinciale per i servizi sanitari (Apss) al pagamento, al medico stesso, delle mancate retribuzioni degli ultimi due anni. Tateo era stato licenziato dall’ospedale Santa Chiara l’8 novembre 2021, a nove mesi dalla scomparsa da Sara, ginecologa, che lavorava in quell’ospedale dall’autunno 2020. Per gli inquirenti la 31enne si sarebbe uccisa a seguito delle vessazioni

subite in corsia, gettandosi dal ponte di Mostizzolo (dov’è stata ritrovata la sua auto) nel lago di Santa Giustina. Il suo corpo, nonostante mesi di ricerche, non è mai stato, ritrovato.

"Questa è una vicenda giuslavoristica – commenta la sorella di Sara, Emanuela – e riguarda solo il dottor Tateo e l’azienda sanitaria. Sara e le altre 20 parti offese non c’entrano nulla. Noi andiamo avanti e attendiamo l’esito dell’udienza preliminare del processo penale". Emanuela non vuole però far mancare in questo momento il sostegno "alle colleghe di Sara che ancora lavorano al Santa Chiara: non arrendetevi, voglio dire a tutte, continuate a lottare non solo per voi stesse ma per diventare un esempio, infondendo fiducia e speranza in un mondo migliore". Nel processo penale per presunti maltrattamenti è coinvolta anche l’ex vice di Tateo, Liliana Mereu, ora in servizio all’ospedale di Catania. L’udienza preliminare davanti al gup di Trento è fissata per il 24 novembre. Sottolinea la propria soddisfazione l’avvocato Vincenzo Ferrante, legale di Tateo: "Riabilitata la professionalità del mio assistito".

Maurizio Burnacci