A dicembre 2020 l’Inps ha registrato una perdita di 660mila posti di lavoro rispetto allo stesso periodo del 2019.

Le assunzioni nell’anno della pandemia sono state 5.028.000, con una forte contrazione,

del 31%, sull’anno precedente. Questi dati, spiega l’Istituto, sono l’esito di un risultato positivo per i rapporti a tempo indeterminato (+259mila) e di un risultato nettamente negativo (-919mila) per l’insieme delle restanti tipologie contrattuali, tra le quali si distingue l’intensa contrazione dei rapporti di lavoro a termine (-493mila).

La contrazione è stata particolarmente negativa nel mese di aprile (-83%), mentre si è progressivamente attenuata nei mesi estivi, scendendo sotto il 20% ad ottobre, per poi risalire contestualmente alla terza ondata della pandemia.

Secondo i dati diffusi dall’Inps, le trasformazioni da tempo determinato sono calate del 22%, mentre sono aumentati i rapporti di apprendistato confermati (+9%). Infine, per effetto del blocco dei licenziamenti le cessazioni sono diminuite del 20% nel 2020.