L'immagine postata da Andrea Schenal su Facebook
L'immagine postata da Andrea Schenal su Facebook

Roma, 12 gennaio 2018 - "Fate solo i genitori, basta e avanza", è il consiglio del mental coach Giovanni Gabrielli a tanti mamme e papà 'tifosi', postato su Facebook da Andrea Schenal, tecnico del Comitato Veneto della Federazione Italiana Sport Invernali.

Tante volte a bordo dei campi di calcio, o delle piste da sci, a sostenere i piccoli 'campioni' che affrontano una prova agonistica ci sono i genitori. Ma la parola 'sostenere' molte volte è dimenticata e mamma e papà tendono, non animati da un entusiasmo positivo, a caricare il giovane atleta di eccessive aspettative. 

Schenal apre il dibattito riprendendo il consiglio di Gabrielli: "Essere un genitore è una situazione ad alta emozionalità sia che il figlio/a abbia 5 anni o 25 anni. Si è tentati di cercare nei figli quello che non si è stati; molto spesso però i genitori si trasformano da primi tifosi a esseri urlanti e nervosi che se la prendono con tutti, in primis con gli allenatori e poi con i figli stessi. È normale sentire l’adrenalina della vittoria e la tristezza per una sconfitta, ma un genitore deve rimanere sempre e solo un genitore, un tifoso e null’altro. In Italia, a differenza di quanto avviene nel mondo anglosassone, il genitore non è solo un genitore, ma pretende spesso di interpretare il ruolo di capo allenatore, direttore sportivo, preparatore atletico, fisioterapista, mental coach e giornalista, tutti ruoli che necessitano di una preparazione specifica e di una esperienza concreta". 

Dai consigli alle grida, si perde l'aspetto più importante, quello ludico, quell'aspetto libero e gioioso del gioco, trasformando lo sport in un agonismo ancora fuoriluogo. Si è letto di genitori arrivati alle mani durante il match dei ragazzini, che stupiti si fermavano a guardali. Estremi che purtroppo non sono rilegati ai film o a lontane cronache, ma sono attuali, e insegnano solo una visione sbagliata dello sport a bambini entusiasti, almeno fino a quel momento.

"Genitori fate solo i genitori, basta e avanza, questo è il mio consiglio. Quando io lavoro con squadre giovanili la prima regola che pretendo è che i genitori non entrino mai nelle decisioni tecniche che regolano la squadra stessa, che non siano invasivi durante gli allenamenti e che durante le gare facciano i tifosi e mai gli allenatori. Lo sport deve essere divertente, positivo ed eccitante; mantieni sempre questa prospettiva; per tuo figlio/a lo sport non deve diventare un lavoro, ma deve rimanere un gioco; perdere o vincere una gara non influirà sul come la terra gira attorno al sole. Se tuo figlio vede che tu sei rilassato e ti stai divertendo sicuramente avrà risultati migliori. Nello sport il bastone e la carota non funzionano quasi mai". (Giovanni Gabrielli)".