"La storia di Antonella – commenta Maddalena Cialdella, psicologa e psicoterapeuta – induce a molteplici riflessioni: a un primo livello rimanda a quella fase del ciclo di vita dei preadolescenti e adolescenti contraddistinta dalla voglia di misurarsi con le sfide, e la challenge di

TikTok è soltanto una delle tante presenti in rete e sui social, un modo di iniziare a sentirsi più grandi, autonomi e accettati dai coetanei. A quella età però non si ha cognizione e percezione dei rischi che si corrono. Questa tragica vicenda – continua l’esperta – parla anche della funzione regolatrice da parte degli adulti, la loro funzione normativa. La capacità educativa, il saper fornire regole e limiti, adeguati all’età e ai bisogni evolutivi dei propri figli. I social vanno regolati a seconda dell’età, sempre sotto il controllo degli adulti e di tempi chiari".