Luigi Deambrosis e Gabriella Carsano (Ansa)
Luigi Deambrosis e Gabriella Carsano (Ansa)

Roma, 14 febbraio 2018 - Si chiude la vicenda della bambina tolta a una coppia di genitori di Casale Monferrato perché giudicati "troppo anziani" tanto da essere chiamati "genitori nonni". La Cassazione ha confermato l'adottabilità della bimba ritenendo la madre e il padre incapaci "di comprendere quali siano i bisogni emotivo affettivi e pratici" della figlia. Il padre, inoltre, recita la sentenza, risulta "totalmente dipendente" dai desideri della moglie, "chiusa in un processo narcisistico". Un verdetto depositato oggi dalla Suprema Corte che conferma la sentenza emessa dalla Corte di appello di Torino nel 2017 nel processo di secondo grado-bis. "È una sentenza che non si può neanche commentare. Non abbiamo null'altro da dire", sono le poche parole, amareggiate, del padre della bimba, Luigi Deambrosis, 73 anni. 

LA SENTENZA - La Cassazione inoltre sottolinea che padre e madre pur non presentando "caratteristiche di emarginazione sociale, culturale ed economica" e pur avendo collaborato con le "indicazioni" dei servizi sociali, hanno riportato "valutazioni tecniche", emerse nei giudizi di merito, "univocamente negative in ordine all'idoneità genitoriale". Gli ermellini aggiungono inoltre che la valutazione della vicenda, e la decisione finale di dichiarare l'adottabilità della bimba, non è stata centrata "esclusivamente" sull'episodio 'incriminato' all'inizio della vicenda, ovvero l'abbandono della bambina che era stata lasciata da sola in auto per qualche minuto. Né solo sull'età di padre e madre: la decisione è stata presa sulla basandosi sulle indagini svolte, che si sono arricchite di "numerosi ulteriori elementi". 

LA VICENDA - Gabriella Carsano, ora 63 anni, e il marito Luigi Deambrosis, 73, hanno avuto la bimba nel 2010 grazie alla fecondazione eterologa effettuata all'estero. Da subito la famiglia finisce al centro di un lungo e travagliato iter giudiziario: sin da quando, poche settimane dopo la nascita i vicini di casa denunciano Deambrosis per presunto abbandono di minore. L'uomo, accusato di aver lasciato la piccola da sola in auto per alcuni minuti, anni dopo verrà definitivamente assolto. Nel 2013 la Corte d'appello si pronuncia per l'adottabilità della piccola e la stessa Cassazione conferma tale orientamento. Il legale dei coniugi Deambrosis, Adriana Boscagli, si oppone alla decisione della Suprema Corte, presentando un ricorso straordinario. Intanto la bimba, dopo l'allontanamento dai genitori naturali, vive tra comunità e affidi provvisori, quindi nel 2015 è definitivamente adottata da una famiglia. La Cassazione accoglie il ricorso presentato dall'avvocato dei genitori e rinvia la discussione alla Corte d'appello. Secondo i supremi giudici, nel nuovo giudizio non si deve tenere conto della denuncia per abbandono conclusasi con l'assoluzione del padre e, soprattutto, dell'età dei genitori, in quanto al momento nessuna legge prevede limiti anagrafici per chi desidera avere un figlio. Poi la decisione dei giudici di secondo grado, che hanno ribadito l'adottabilità della bambina, negando di fatto la possibilità ai genitori naturali. Infine, oggi, il verdetto della Cassazione che dice forse la parola definitiva a questa vicenda.

A sostegno dei genitori di Mirabello Monferrato, a pochi chilometri da Casale, era stata creata, tempo fa, la pagina Facebook 'Ridate la figlia alla famiglia Deambrosis'. Il sindaco Mauro Gioanola aveva anche promosso, con altri comuni della zona, una petizione con raccolta firme consegnata all'avvocato romano Adriana Boscagli, che segue la coppia, per farla arrivare alla Cassazione. "Non ci arrenderemo - spiega Adriana Boscagli, legale dei genitori della bimba - dobbiamo studiare bene le motivazioni della sentenza, perché è una situazione estremamente delicata. Valuteremo se rivolgerci alla Corte di Giustizia europea". "I genitori sono forti e sani - aggiunge l'avvocato Boscagli - e sono pieni d'amore nei confronti della figlia. Di sicuro non si arrenderanno".