Mario

Arpino

A La7, il generale Figliuolo, con poche parole ha spiegato perché usa l’uniforme pur svolgendo un incarico civile. Ma non c’era nulla da spiegare: l’uniforme, sia quella con giacca, cravatta e nastrini, sia la mimetica, sono il “vestito” dei militari in servizio attivo o richiamati. Credo che nessuno oserà pensare che l’attività svolta da Commissario nazionale per l’emergenza Covid-19 non sia un servizio.

Con ciò, si spera che polemiche così sciocche siano ormai chiuse. Sciocche? Sì, e anche pretestuose, spesso dettate da spocchia, presunzione e ignoranza.

C’è stato chi ha detto di aver paura dell’uniforme perché "evoca dittature", chi ha preso in giro il generale in uniforme perché ha mancato di qualche giorno la data per portare a regime le 500 mila vaccinazioni quotidiane e chi, ancora, da virologo esperto ha giudicato che, piuttosto di un generale, sarebbe stato meglio rivolgersi a qualche esperto di Amazon, che in quanto a traporto di oggetti "sicuramente ci capisce". Gli alpini in congedo onnipresenti nelle innumerevoli sciagure che ci affliggono, tra gli applausi del popolo portano orgogliosamente in testa il loro vecchio cappello di alpino. Oggi, sono tutti idealmente rappresentati dalla penna bianca di Figliuolo, che porta l’uniforme anche per loro.

La stragrande maggioranza degli italiani lo ha capito. Chi non ha capito, è in malafede. Forza, generale, "tasi e tira", e vai che vai bene!