Roma, 10 aprile 2021 - L'operazione è stata ribattezzata "Magna Magna" perchè i locali della cucina e della mensa dell'ospedale "Vittorio Emanuele" di Gela (Caltanissetta), secondo i carabinieri e i pm della procura, erano stati tasformati in una sorta di supermarket. Le indagini sono state chiuse nei confronti di 36 indagati. Circa 500 furti di materiale e di alimenti in poco più di due mesi, per un valore di circa 24mila euro, ma anche danneggiamenti e misure igieniche non sempre rispettate. Tra gli indagati, c'è anche il cappellano della struttura di Caposoprano. Gli episodi contestati venivano accertati mediante l'ausilio di telecamere collocate all'interno e nei pressi della cucina, grazie alle quali si registravano oltre 500 sottrazioni in poco più di 2 mesi.

In particolare, gli indagati in maniera sistematica trasportavano all'esterno della cucina dell'ospedale prodotti nascosti all'interno di sacchi di plastica di colore nero, facendoli così passare per rifiuti, al fine di poter rubare indisturbatamente. Fra i soggetti coinvolti nei furti, i dipendenti della ditta, i loro familiari, i cuochi e alcuni operatori sanitari.

Nell'ambito dell'indagine, i carabinieri coordinati dalla Procura della Repubblica, due anni fa hanno arresto in flagranza di reato due impiegati della ditta esterna, rinvenendo nelle loro auto e nelle loro abitazioni una enorme quantità di alimenti e merce sottratta all'ospedale. Inoltre, alcuni degli indagati venivano colti ad orinare nei locali adibiti a cucina dell'ospedale, tra le griglie per canalette di raccolta acqua, nascondendosi all'interno di un frigo per la conservazione di frutta e verdura. E'emersa la scarsa igiene con la quale venivano manipolati gli alimenti e i prodotti presenti nella cucina.