Un coltello
Un coltello

Gela (Caltanissetta), 5 dicembre 2018 - Un fidanzatino conteso, una relazione tormentata dal sospetto del tradimento. Poi un chiarimento tra due giovani allieve di un corso per aspiranti parrucchiere che si conclude nel sangue. Accade a Gela, in provincia di Caltanissetta, dove una ragazza di 17 anni, A. C., viene accoltellata da una coetanea, S. A., a conclusione delle lezioni. Sono le 13,50, l’autrice dell’aggressione attende la ‘rivale’ fuori la sede del laboratorio di formazione, in via Battesimo, per un faccia a faccia esplicativo sui legami sentimentali con un giovane del posto, conteso e rivendicato da entrambe.
 
La lite adolescenziale per motivi di gelosia sale subito di tono e degenera rapidamente: urla e insulti, spintoni e schiaffi, fuga e rincorsa, fino a quando, giunte nei pressi di un istituto di credito in corso Vittorio Emanuele, a pochi passi dalla centralissima piazza Umberto, una delle due estrae dal cappotto un coltello a serramanico con il quale sferra un fendente nella pancia della rivale. Dopo averla trafitta all’addome la feritrice si dilegua e fa perdere le tracce, portando con sé anche l’arma insanguinata.
La vittima, che ha perso molto sangue, viene soccorsa e accompagnata d’urgenza in ospedale ‘Vittorio Emanuele’ dove è sottoposta, poco dopo il ricovero, a un intervento chirurgico d’urgenza. Non è in pericolo di vita. 
 
I carabinieri avviano subito le indagini per ricostruire la dinamica dell’episodio e, dopo aver sentito la testimonianza di tre ragazze, testimoni oculari dell’accoltellamento, definiscono il movente di natura passionale. I militari, intanto, sequestrano le registrazioni degli impianti di sicurezza presenti lungo via Battesimo: qui si è, infatti, registrata una prima colluttazione tra le due compagne, divise dalle tre ‘paciere’, poi sfociata nel sangue qualche centinaio di metri dopo.
«Quello che è accaduto è terribile – dice uno dei formatori ancora incredulo – prima di imparare a tagliare i capelli, insegniamo il rispetto reciproco alle nostre allieve. Nessuno di noi avrebbe mai immaginato che potesse verificarsi una cosa del genere. Le due ragazze erano all’inizio amiche, poi hanno iniziato a discutere animatamente sembra per ragioni sentimentali». 
 
Tra le due diciassettenni, infatti, ci sarebbero stati degli screzi già nei giorni precedenti quando una delle due, quella che ha poi usato l’arma bianca, avrebbe inveito contro l’altra: «Se non lo lasci, te la faccio pagare cara. Quello è il mio fidanzato e tu non te lo puoi prendere». La minaccia sembra che non abbia sortito alcun effetto e la relazione tra la vittima e il ragazzo sarebbe continuata. 

A questo punto scatta la vendetta, terribile e crudele. La pugnalatrice, infatti, avrebbe premeditato l’azione, dato che ieri mattina non si presenta a lezione. Attende armata l’altra all’uscita e l’affronta: prima con gli insulti, poi passando a vie di fatto. 
La fuga dell’aggreditrice dura solo poche ore, viene rintracciata nel tardo pomeriggio nella sua abitazione e portata alla caserma dei carabinieri. Interrogata dalla pm del tribunale per i minori, le viene contestata l’accusa di tentato omicidio.