Lunedì 15 Luglio 2024
GIOVANNI PANETTIERE
Cronaca

Gay e donne prete, il Papa replica ai tradizionalisti. E s’infiamma la vigilia del Sinodo

Sulla benedizione delle coppie omosex ribadisce nessuna confusione con il matrimonio e invoca carità e discernimento. Il no alle donne prete? “Non è una definizione dogmatica”

Roma, 2 ottobre 2023 – Papa Francesco scuote la Chiesa cattolica alla vigilia del Sinodo dei vescovi, lasciando spiragli aperti sulla benedizione delle coppie omosessuali e sul sacerdozio femminile. A dare fuoco alle polveri in attesa dell’assemblea in Vaticano, prevista da mercoledì al 29 e incentrata sulla sinodalità, ci hanno pensato nei giorni scorsi cinque cardinali, da tempo critici, pur se con diverse sfumature, nei confronti dell’azione di governo del Pontefice. I principi della Chiesa Walter Brandmüller, Raymond Burke, Juan Sandoval Íñiguez, Robert Sarah e Joseph Zen Ze-kiun hanno scritto a Francesco per chiedere chiarimenti sulla possibilità di reinterpretare la dottrina, sulla benedizione delle unioni dello stesso sesso, la sinodalità come dimensione costitutiva della Chiesa, l’ordinazione sacerdotale delle donne e sul pentimento quale condizione necessaria per l’assoluzione sacramentale.

Papa Francesco risponde ai dubia dei cardinali tradizionalisti
Papa Francesco risponde ai dubia dei cardinali tradizionalisti

Di dubia in dubia, se è vero che Brandmüller e Burke nel 2016 – insieme ad altri due porporati nel frattempo deceduti, Carlo Caffarra e Joachim Meisner – avevano già posto nella stessa forma interrogativi al Papa, in quel caso sull’opportunità di dare la comunione ai divorziati risposati. La loro era stata una sorta di dissenso alla cauta svolta di Francesco (discernimento caso per caso) contenuta nell’esortazione apostolica post sinodale, Amoris laetitia. Solo che in quell’occasione il destinatario dei quesiti preferì non replicare, anche per non alimentare le polemiche, mentre stavolta il Papa ha affrontato di petto le questioni sollevate dai cardinali conservatori. Pubblicate sul sito del Dicastero per la dottrina della fede, le risposte tradiscono il supporto teologico del nuovo prefetto dell'ex Sant'Uffizio, il cardinale riformista Victor Fernández. 

Sul nodo della benedizione delle coppie omosessuali, Francesco premette che il matrimonio è solo tra un uomo e una donna e che per questa ragione “la Chiesa evita qualsiasi tipo di rito o sacramentale che possa contraddire questa convinzione”. Tuttavia, nel rapporto con le persone – è il richiamo del Papa, lo stesso del proverbiale ’chi sono io per giudicare un gay che cerca Dio?’ – “non si deve perdere la carità pastorale”. Pertanto, ecco la soluzione gesuitica al quesito, tutta all’insegna ancora una volta del discernimento caro a Sant’Ignazio di Loyola: spetta alla prudenza pastorale “discernere adeguatamente se ci sono forme di benedizione, richieste da una o più persone che non trasmettano un concetto errato di matrimonio”. Sempre considerando, però, che, quando si chiede una benedizione si sta esprimendo “una richiesta di aiuto a Dio, una supplica per poter vivere meglio”. In definitiva, benedire le coppie omosessuali non va pìù escluso a priori.

Non di poco conto nemmeno la risposta sull’accesso delle donne al presbiterato che finisce a suo modo per riaprire un dibattito da più parti nella Chiesa considerato chiuso. A chiave. Nel merito Bergoglio richiama il monito di Giovanni Paolo II sull’impossibilità di conferire l’ordinazione sacerdotale alle donne, messo nero su bianco nella lettera apostolica Ordinatio sacerdotalis del 1994. Parla di un insegnamento espresso “in modo definitivo”, ma, venendo incontro alle perplessità manifestate in questi anni da schiere di teologi sulla reale portata del pronunciamento, Bergoglio precisa che “non è una definizione dogmatica”. Certo, deve essere accettata da tutti, non va contraddetta pubblicamente, ma “può essere oggetto di studio, come nel caso della validità delle ordinazioni nella Comunione anglicana”. E in futuro chissà che Roma non possa seguire Londra.

Dal Pontefice poi nessun altolà all’ordinazione al diaconato delle donne, tema su cui si confronteranno i protagonisti del Sinodo. A questo punto probabilmente con minori prudenze reverenziali e ancor più vigore. Anche perché i cinque cardinali dei dubia hanno giudicato insufficienti le risposte di Francesco nelle quali ha difeso anche la sinodalità, chiarito che la confessione non è una 'dogana' dello spirito e  accolto l'ipotesi di una reinterpretazione della dottrina. Nel senso di “intepretare meglio” la stessa divina rivelazione.